«Per prima cosa - scrive Sandro Magister - ha definito l’enciclica “Spe salvi” di Benedetto XVI, pubblicata quello stesso giorno, uno dei documenti più importanti al mondo nell’ultimo decennio, anche per il pensiero laico». Si parla di Paolo Mieli, direttore del “Corriere della Sera” che invitato in Vaticano, ad un seminario del Pontificio Comitato di Scienze Storiche, non ha - letteralmente - perso tempo per elogiare l’enciclica di Benedetto XVI. Dopo tre ore scarse dalla sua pubblicazione, quando il sommo Pontefice c’aveva ancora le mani sporche del santo inchiostro e, soprattutto, quando un qualunque intelletto di livello inferiore avrebbe avuto ancora qualche riserva - giusto, se non altro, per lasciar credere agli altri che stava meditando sullo scritto - lui no. Diritto come un filo a piombo, davanti al cardinale Tarcisio Bertone, dichiara che quello scritto è uno dei documenti più importanti al mondo nell’ultimo decennio, anche per il pensiero laico. Secco, asciutto: senza possibilità d’appello.
«Un motivo in più - scrive Magister - per tener d’occhio il “Corriere della Sera”». Esatto caro dottor Magister: è in questo genere di dettagli che sta la superiorità di certi cervelli ed è proprio a questi fatti che occorre prestare molta attenzione. Lo tenga d’occhio anche per noi il dottor Mieli. Mi raccomando. Vigili e ci faccia sapere ché al cospetto di queste genialità, un intelletto di livello inferiore non può far altro che rassegnarsi. Ecco, appunto… rassegnarsi.
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