«Quello della volgarità, da sempre, è il pretesto principe di chi vuole tappare la bocca alla satira. Che sia chiaro una volta per tutte (i furbastri più o meno interessati mi hanno un po’ stufato): la volgarità è la TECNICA della satira. Con questa tecnica, la satira esprime idee e opinioni. Censurare la satira (in nome del cattivo gusto o di altri princìpi volatili e capziosi) è censurare le opinioni. E’ fascismo. Chi si attarda in disquisizioni sul buon gusto è un censore. Punto. L’unico limite lo stabilisce la legge: diffamazione, calunnia. La satira è arte: o è totalmente LIBERA, o non è satira».
Daniele Luttazzi, 11 dicembre 2007
Dice Luttazzi che l’accusa di volgarita è il pretesto tipico di chi vuole tappare la bocca alla satira. Direi che la cosa, in sé, sia abbastanza condivisibile (oltre che verosimile). Però, da quello che m’è parso di capire, con quello che è capitato al suo programma tutto questo c’entra come i cavoli a merenda ché non mi pare che La7 abbia violato qualche norma dell’ordinamento. Così come chiunque di noi censura i commenti che non gradisce sul suo blog – ché a casa mia faccio quello che mi pare – altrettanto La7 o decide di pagare le eventuali penali o si rifiuta di trasmettere la satira che non gli piace. Punto. Vogliamo discutere sui modi? Sull’opportunità di farlo? Va benissimo: ma sono pur sempre scelte. Discutibilissime. Ma scelte.
Ritorniamo, però, alla volgarità e alla satira ché Luttazzi in quella dichiarazione li, una stronzata (ops, m’è scappato il turpiloquio) l’ha scritta. Scrive (in maiuscolo) il comico che «la volgarità è LA TECNICA della satira». Secondo me la volgarità è UNA (e manco la migliore) TECNICA della satira ché sul mercato di comici satirici bravi che non usano questa tecnica ce ne sono. Prendete, ad esempio, Berlusconi, Bonaiuti e Buttiglione. Vi risulta che facciano satira usando la tecnica della volgarità? A me, sinceramente, non sembra.
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