«Un uomo non ha alcun motivo di vergognarsi di avere per progenitore una scimmia. Se ci fosse un progenitore di cui dovermi vergognare, questi sarebbe un uomo: un uomo che si immischiasse in questioni scientifiche senza saperne un bel nulla, solo per renderle oscure con inutile retorica e abili richiami al pregiudizio religioso»
Charles Darwin










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10 commenti
Errore:
si immischia PUR sapendo, solo per proprio esclusivo tornaconto.
Ecco, così è più corretto.
Sono d’accordo Maurizio
Una considerazione di parte: condivisibile ma indiscutibilmente di pare
adoro il politicamente scorretto.
Vi passo questo filmatino: fatemi sapere se vi piace.
Molto carino e divertente. Però non so bene l’inglese.
Il filmato è molto carino, però in Rete purtroppo c’è gente che produce ben altri filmati:
http://www.youtube.com/watch?v=eF8A8XzDYS0&feature=related
poi uno si chiede come possa esistere il fondamentalismo islamico…
Ad ogni modo, il video che ho indicato qui sopra, mi ha offerto lo spunto per alcune ricerche. Le ricerche iniziano qui:
http://it.wikipedia.org/wiki/Universo
Dal big bang, al momento prima del big bang. Cosa c’era? Mi sono fermato alla ‘teoria delle stringhe’, oltre la quale, la mia piccola mente non riesce proprio ad andare…
Non ha senso parlare di “un prima del big bang”. Non è cosa semplice da spiegare. Prova a cercare in biblioteca (o in libreria) il saggio di Weinberg “I primi tre minuti” della Mondadori. E’ un bel testo del 1977 (e mostra, in alcuni punti, tutta la sua età) ma i concetti fondamentali ci sono tutti e ben spiegati. E’ difficile trovare qualche cosa di chiaro e non-tecnico su questi argomenti: quel poco che si trova, purtroppo, non sempre è chiaro. Il testo di Weinberg (ma c’è anche la mente di Dio di Davies che potrebbe interessarti) è un buon compromesso.
Riassumi- perchè non ha senso parlare di un “prima del big bang”?
“Perchè non è semplice da spiegare.”
Per nessuno.
Basti pensare a cosa avviene alla funzione sin(1/x) per x->0 (Alfredo pretendo il grafico di questa funzione
) e al fatto che l’universo è regolato dalla relatività generale più che dalla relatività ristretta. La compressione della materia a densità sempre più alte, che si riscontra man mano che si avvicina alla singolarità, é associata a un carattere ondulatorio le cui vibrazioni si fanno sempre più veloci. Così un ipotetico orologio prima d’impattare con la singolarità misura un intervallo finito di tempo, il numero di oscillazioni spaziali che si verificano in tale intervallo è infinito. Pertanto, un qualsiasi essere vivente il cui tempo soggettivo fosse scandito con lo stesso ritmo di queste oscillazioni farebbe esperienza di “vivere” per sempre; non raggiungerebbe mai la singolarità dove le leggi della natura non esistono.
Lo ripeto - e così accontento anche gibo - la cosa è complicata da spiegare - è come voler costruire una casa con le palette e il secchiello di mio figlio - ma, conoscendo un po’ di matematica, non è difficile. Per nessuno.