Archivio per giorni: 17 Dicembre 2007

Hic sunt leones…

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Hic sunt leones. Ma, ahimè, ruggiscono da soprani.
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…puttanate

La prostituzione, in fondo, non è altro che concreto amore del prossimo.

Wolfram Weidner

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«La pornostar, sostiene di essere stata folgorata sia da Silvio Berlusconi che da Michela Brambilla, e di aver deciso così, di impegnarsi in politica. Ha messo a punto una proposta di riforma del settore dell’hard»… cchiù pilu pe’ tutti!

[tags]Circolo della libertà, Berlusconi, Brambilla, Federica Zarri, attrice hard, legge, politica, la Repubblica[/tags]

É un casino…

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«Il Muro di Berlino - dice la Santanchè - è caduto da anni, non se n’è accorto? Io sono orgogliosa della prospettiva e lo farò al meglio». Quale sia la prospettiva in cui la «ruspante di Cuneo» (la definizione è sua, non guardatemi sottecchi) si darà anima e corpo è cosa che i miei attenti lettori sapranno certamente. Si tratta di un ossimoro, il più arguto e improbabile degli ossimori; come dire un simpatico Prodi o, che ne so, un sincero Berlusconi. La signora Santanchè, infatti, sarà incaricata di raccoglie pubblicità per il giornale che fu di Togliatti: cosa che Palmiro, nella tomba, c’avrà l’orticaria! E credete, voi illusi pivelli, che la signora accusi fastidio per lo stridio così acuto ed evidente? macché, risponde sarcastica, «per niente. Godrei - la sadica - molto se qualcuno, dall’altra parte, si vergognasse».
Bah, il mondo, cari miei, è un groviglio di relativismo, non si capisce più un cazzo, vacilla ogni certezza, s’indebolisce ogni tetragono. Tutto si mischia, ogni cosa perde valore e le certezze, anche quelle, se ne vanno a puttane: l’olio va con l’acqua, il diavolo va a messa, i maccheroni di sopra e la carne di sotto. É un casino - ecco, era questo che volevo dire. Punto.
[tags]Santanché, Unità, Pubblicità, Berlusconi, Prodi, relativismo, ossimori[/tags]

pubblicità comparativa…

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La pubblicità comparativa - dice la legge - è quella modalità di comunicazione pubblicitaria con la quale un’impresa promuove i propri beni o servizi mettendoli a confronto con quelli dei concorrenti. Tanto per esser concreti, abbozzando un esempio, quando Sua Santità afferma che «fare “della felicità un idolo”, come fa chi si rifugia nei paradisi artificiali della droga, allontana definitivamente dalla “vera gioia”, che invece è in chi ama gli altri come insegna il messaggio evangelico» fa pubblicità comparativa ché – potete scommetterci l’anima – il paradiso che ci propone (…bianco che più bianco non si può) è meglio - a suo dire - degli altri (quello contrabbandato dai pusher, intendo): non illusorio e dunque non artificiale. Il tutto, chiaramente, a prescindere dai morti (martiri e non) che hanno fatto, in tutti questi secoli, quelli che hanno sostituito Dio alla felicità individuale.
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