«Il Muro di Berlino - dice la Santanchè - è caduto da anni, non se n’è accorto? Io sono orgogliosa della prospettiva e lo farò al meglio». Quale sia la prospettiva in cui la «ruspante di Cuneo» (la definizione è sua, non guardatemi sottecchi) si darà anima e corpo è cosa che i miei attenti lettori sapranno certamente. Si tratta di un ossimoro, il più arguto e improbabile degli ossimori; come dire un simpatico Prodi o, che ne so, un sincero Berlusconi. La signora Santanchè, infatti, sarà incaricata di raccoglie pubblicità per il giornale che fu di Togliatti: cosa che Palmiro, nella tomba, c’avrà l’orticaria! E credete, voi illusi pivelli, che la signora accusi fastidio per lo stridio così acuto ed evidente? macché, risponde sarcastica, «per niente. Godrei - la sadica - molto se qualcuno, dall’altra parte, si vergognasse».
Bah, il mondo, cari miei, è un groviglio di relativismo, non si capisce più un cazzo, vacilla ogni certezza, s’indebolisce ogni tetragono. Tutto si mischia, ogni cosa perde valore e le certezze, anche quelle, se ne vanno a puttane: l’olio va con l’acqua, il diavolo va a messa, i maccheroni di sopra e la carne di sotto. É un casino - ecco, era questo che volevo dire. Punto.
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