Archivio per giorni: 18 Dicembre 2007

…la tua ambigua posizione?

eugenio scalfari.jpgCon una pacatezza e un’amabilità encomiabili, Eugenio Scalfari, ieri sera da Giuliano Ferrara a Otto e mezzo, ha chiaramente esposto le ragioni del suo non credere. «La cultura religiosa – ha affermato il fondatore di la Repubblica – è una parte del tutto. Io sono non credente e vivo completamente soddisfatto del non credere; poi sono insoddisfatto di tante altre cose, ma questo non centra. Non mi pare che la presenza della cultura religiosa a me dia un di più. Anzi, alcune volte, l’insistenza, l’inframmettenza e la superbia di possedere la verità assoluta, invece, mi danno molto fastidio». Asciutto, chiaro e preciso. Punto.
A nulla sono valse le subdole insidie disseminate durante il discorso dall’ateo-credente Ferrara: sono risultate armi spuntate, prive d’efficacia e innoque per il saggio laicista. E anche quando, durante la discussione, il furbasto – Giuliano Ferrara, intendo – ha cercato d’invischiare il suo acuto interlocutore nella appiccicosa rete della sofistica («Affermare Dio ed escludere Dio sono due modi di essere religiosi…») è bastato sfoderare l’arma del relativismo («Io dico semplicemente che la mia forma non prevede Dio. Dio può esserci per altre forme; per me non c’è…») per render vano ogni costruzione dell’assoluto: il cagnolino, segnandosi con la croce, s’è subito ammansito ed è arretrato – piccoletto - con la coda tra le gambe e le orecchie abbassate. Non solo. L’amabile Scalfari – e qui l’encomio ci sta tutto - non è stato li solo a parar colpi ma, quando ha potuto, ha sferrato pure lui il suo bel fendente – acuto e pungente – come quando, ad esempio, ha chiesto a Ferrara quand’è che finalmente si sarebbe deciso a confessare la sua conversione: «Mi domando – perché vedo che lei accentua molto su questo tema – con ansia (per lei), quand’è che ci dirà che s’è avvicinato ai sacramenti e li pratica». Come a dire – ma, sia ben chiaro, questo Scalfari non l’ha assolutamente detto e se (come credo) l’ha pensato non l’ha fatto nel modo rozzo con cui io lo sto per scrivere: «prima di frantumarmi i coglioni costringendomi a parlare della mia fede, per estorcermi un atto di fede che per me non c’è, perché, di grazia, non metti finalmente in chiaro la tua ambigua posizione?». Chapeau!
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il principio di ogni fede…

luciano moggi.jpg

«Padre Pio ha sempre esercitato su di me un grande fascino spirituale. Così, commettere ingiustizie sarebbe stato per me un’offesa non solo a Dio ma anche a lui»

Luciano Moggi

Quando non si è sinceri bisogna fingere, a forza di fingere si finisce per credere; questo è il principio di ogni fede.

Alberto Moravia, Gli indifferenti.

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