Stavo guardando, ieri sera, Otto e Mezzo su La7 – sapevo che sarebbe stato intervistato il generale Speciale e per nulla al mondo mi sarei perso la difesa d’ufficio di Giuliano Ferrara – ma già nel preambolo della trasmissione, dopo aver ascoltato il “pensiero di Ferrara” (quello che, paro paro, stamani è stato pubblicato, in prima pagina, su il Foglio) sulla moratoria universale contro la pena di morte (pensiero che é, in tutta onestà, nei toni e nei contenuti, una mezza omelia contro l’aborto), mi era passata la voglia e stavo meditando un altro dei miei estenuanti pipponi. Fortuna (si fa per dire) che la linea telefonica era saltata sicché m’ero limitato a scrivere le mie considerazioni senza (poter) pubblicarle. Poi, rileggendomi, nel punto in cui citavo Ferrara che difendeva gli embrioni parlando di genocidio, eugenetica e quant’altro (l’immagine che m’è venuta incontro era quella di Ratzinger che si commuoveva alle parole di Giulianone) mi sono sentito un coglione. Vergogna – ha tuonato la vocina-che-è-in-me – sei un lurido sporcaccione: stare a pigliare per il culo un grande giornalista mentre cerca di fare un lavoro di bocca a un vecchietto è – ammettilo – da depravati. Suvvia – ripeteva, insistente, la vocina – abbi almeno un pizzico di pietà. E allora ho chiuso l’editor senza manco salvare la pagina. Ho guardato mio figlio mentre, spensierato, si divertiva coi suoi cartoni animati e la rabbia, finalmente, s’è assopita. Ho aperto – senza farmi vedere dal piccoletto ché aveva appena finito di bere un succo di frutta – un sacchetto di patatine e con una manata lesta ne ho buttate giù qualcuna insieme ad una micidiale sorsata di birra fredda. Così ho sentenziato – a mo’ di commento alle parole del direttore – un solenne rutto libero di fantoziana memoria: atto, credetemi, tanto volgare quanto liberatorio. Enjoy!
Otto e mezzo, Giuliano Ferrara, Aborto, eugenetica, Chiesa, moratoria sulla pena di morte, aborto, birra, rutto
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