È – si legge dal corriere.it – un messaggio «provocatorio: si afferma che i genitori mentono ai loro figli. Questa pubblicità provoca così un atteggiamento ostile dei bambini verso i loro familiari». Cosa affermi di così sconvolgente la pubblicità è presto detto: Babbo Natale non esiste! Il Cremlino – bontà sua – corre subito ai ripari (ché sulle bugie, Putin, ci costruisce la sua credibilità ) e tramite il servizio anti-monopolio russo (’sti cazzi) ne vieta la messa in onda.
A quanto pare, come recita un vecchio adagio, «al peggio non c’è fine» e per quanto ci sforziamo nel denunciare le assurde forme di censure (e credenze) cui, nostro sommo malgrado, siamo sottoposti (più o meno esplicitamente), c’è sempre qualcuno che sta peggio – molto, peggio – di noi!
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