«La sensazione più bella che possiamo provare è il mistero. Costituisce l’emozione fondamentale che sta alla base della vera arte e della vera scienza. Colui che l’ha provata e che non è ancora in grado di emozionarsi è come una merce avariata, come una candela spenta. È l’esperienza del mistero, spesso mischiata con la paura, che ha generato la religione. La conoscenza di un qualcosa che non possiamo penetrare, delle ragioni più profonde di una bellezza che si irradia, che sono accessibili alla ragione solo nelle sue più elementari forme, è questa la conoscenza e l’emozione che stanno alla base della religione; in questo senso, e in questo solamente, io posso definirmi profondamente religioso»
Albert Einstein, Come io vedo il mondo
Albert Einstein, paura, mistero, religioso, religione, filosofia










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2 commenti
Per la sua religiosità il mio illustre omonimo si rifiutava (”Dio non gioca a dadi con l’universo” ) di accettare il principio di indeterminazione di Heisemberg.
Cosa deprecabile visto che quel principio è alla base della meccanica quantistica!
La religiosità, la religione, il cedere e quant’altro sono utili ma solo in alcuni ambiti: in altri rischiano di fare danni.
Diede un forte impulso alla meccanica quantistica (tramite lo studio sull’effetto fotoelettrico) anche se non fu mai convinto del significato di quella teoria: non accettava l’aspetto probabilistico della faccenda.