revisionando…

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Quando – e se – si procederà alla modifica dei limiti imposti dalla legge 194/78 (aumentandoli, come auspicato dalle alte sfere della Chiesa) credo che, contestualmente, sarà opportuno – se non «auspicabile» – dare una svecchiata anche alla 222/85. Chiaramente – per compensazione – abbassandone l’aliquota.

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…la patatina tira. Tutto l’anno.

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una curiosità…

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Ma qual’è – se c’è – il limite oltre il quale un’amministrazione – per decenza e per pudore – sarebbe costretta a dimettersi? Giusto per curiosità. Mica per altro!

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politica democratica…

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«Si è laici non semplicemente per sentire personale, ma perché ci si impegna a favore di un ordinamento pubblico che garantisce a tutti - credenti, non credenti e diversamente credenti - il diritto di orientare autonomamente e serenamente la propria esistenza. Compresi i rapporti interpersonali che si manifestano nelle diverse forme delle unioni familiari. Naturalmente è un diritto che non interferisce o ferisce il diritto degli altri - anche e soprattutto se si è in maggioranza. In questo senso la laicità coincide con l’essenza stessa della politica democratica.»

Gian Enrico Rusconi

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…il progresso scientifico e tecnologico

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Ma lei – chiede il giornalista – si aspetta una revisione della legge? «È auspicabile. È un dato di fatto, sotto gli occhi di tutti, il progresso scientifico e tecnologico in materia di vita umana. I legislatori da sempre si confrontano doverosamente con queste scoperte per formulare leggi che sempre meglio rispettino, difendano e promuovano la vita umana, in tutte le sue forme e fasi. L’auspicio è che questo possa realizzarsi anche ora».

card. Angelo Bagnasco, 04 gennaio 2008

Non ho alcuna difficoltà ad accettare un serio dibattito che miri ad aggiornare la legge 194 alla luce dei progressi tecnici raggiunti nel corso degli ultimi decenni . Se – lo dicono gli esperti – si riesce a rendere possibile la sopravvivenza di un feto fuori dall’utero materno fin dalla ventunesima settimana gestazionale in poi mi pare ragionevole rivedere alcuni parametri della legge (anche se sono dell’avviso che qualsiasi decisione della donna riguardo al suo corpo debba essere sempre libera ed incondizionata).
Se, però, si ammette – e i chierici, a leggere le dichiarazioni che fanno, lo ammettono – che sia doveroso rivedere una legge sotto la luce del «progresso scientifico e tecnologico in materia di vita umana» è altrettanto non dico doveroso ma coerente non porre alcuna obiezione all’uso di strumenti tecnici (più o meno evoluti) il cui uso renderebbe meno dolorosa e cruenta se non addirittura inutile la pratica dell’aborto al di sotto di quel (nuovo) limite legislativo. Mi riferisco – l’avete certamente intuito – all’uso della Ru486 e del preservativo che i furbetti al soldo di Ratzinger – mi pare di poterlo affermare senza paura d’essere smentito – tenacemente ostacolano. È questione, per quel che mi riguarda, di coerenza. Perché altrimenti mi sento – ma spero di non esser l’unico – preso per il culo.

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