…una inclinazione sessuale disordinata

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«È solo nella relazione coniugale che l’uso della facoltà sessuale può essere moralmente retto. Pertanto una persona che si comporta in modo omosessuale agisce immoralmente. Scegliere un’attività sessuale con una persona dello stesso sesso equivale ad annullare il ricco simbolismo e il significato, per non parlare dei fini, del disegno del Creatore a riguardo della realtà sessuale. L’attività omosessuale non esprime un’unione complementare, capace di trasmettere la vita, e pertanto contraddice la vocazione a un’esistenza vissuta in quella forma di auto-donazione che, secondo il Vangelo, è l’essenza stessa della vita cristiana. Ciò non significa che le persone omosessuali non siano spesso generose e non facciano dono di se stesse, ma quando si impegnano in un’attività omosessuale essa rafforzano al loro interno una inclinazione sessuale disordinata, per se stessa caratterizzata dell’autocompiacimento».

Joseph card. Ratzinger, 1° ottobre 1986.

già Pio XII la consentiva…

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«La Chiesa cattolica preferisce la sepoltura dei corpi ma consente anche l’incinerazione».

Avvenire, 9 gennaio 2008

non chiamatela moratoria…

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Moratoria – lo dice De Mauro, mica io – è una «sospensione a tempo indeterminato, sancita da organismi internazionali, di attività che siano oggetto di controversia politica» ovvero – non per essere irriguardosi nei confronti dell’illustre linguista, ma per chiarire un tantino il concetto ché, come si diceva un tempo, repetita iuvant – con la moratoria si chiede ai governi o ad altri enti e organizzazioni – solitamente in nome di un principio – di astenersi (moratoria viene da moratus che è il participio passato di moratori ovvero indugiare) da una loro pratica o abitudine. Se, quindi, l’ONU chiede la moratoria delle esecuzioni capitali, sta dicendo agli Stati ne più ne meno che la pena di morte è sbagliata e che dovrebbero – gli Stati che la praticano, dico – considerare l’idea di rinunciare ad applicarla. Gli Stati, a loro volta, in piena libertà possono decidere se accettare di astenersi o meno. Nel primo caso siamo tutti contenti, altrimenti… nisba.
Chiedere una moratoria degli aborti non é, assolutamente, la stessa cosa di chiedere una moratoria contro la pena di morte ché – spero ne converrete – un conto è discutere su una pratica imposta per legge altra cosa, invece, è chiedere ad un individuo di rinunciare (ché la legge non impone mica di abortire) ad un proprio diritto, in nome – si badi – di valori tuoi, non suoi. Quella di Ferrara è quindi – legittima e sacrosanta , si badi – propaganda politica di stampo clericofascista (altro che laica) – il classico sgambetto ideologico tanto caro all’elefantino – ma non è assolutamente una moratoria. Punto.

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…se non, assolutamente, mortificante

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Ritorno, brevemente, con una piccola postilla, sull’intervista mancata a Grillo. La denuncia del dottor Gilioli dimostra, con tutta evidenza, quanto da tempo vado scrivendo su questo blog nei riguardi dell’arruffapopolo di Genova: «sa di non avere argomentazioni razionali forti – scrive Gilioli – per difendere le sue affermazioni a tutto tondo, sa che il confronto lo obbligherebbe a qualche sfumatura e sa che probabilmente le sfumature lo annienterebbero, visto che il suo successo è figlio della sua assertività».Touché mi verrebbe da chiosare. Ma – e qui è la postilla che mi premeva lasciare – confermo l’analisi ma contesto, assolutamente, il metodo ché rifiutare il pistolotto del predicatore con la scusa di voler «un confronto, anche aspro» e accordarsi poi di mandargli le domande mi sembra cosa professionalmente discutibile (se non, assolutamente, mortificante).

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Si faccia una domanda e si dia una risposta…

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