La supposta sentenza di Voltaire, nella sua variante più cruenta – sono disposto a battermi fino alla morte perché tu possa esprimere le tue idee, benché io non le condivida – è stata (a volte a sproposito) stra-citata nell’ultimo periodo nella nostra pubblica conversazione. Capita – non sempre, per fortuna – che le massime di grandi pensatori escano dalla loro naturale conca d’appartenenza per essere smerciate a basso prezzo e quasi sempre (almeno in questo caso è vero) chi le ripete non pensa seriamente al loro significato magari perché ritiene (sbagliando) che le parole non vadano prese sul serio. Pensare che ci siano persone disposte a morire non dico per difendere il diritto d’opinione dei loro avversari ma per qualsiasi cosa in un clima come quello che pervade lo scenario attuale è così assurdo che mette allegria e non può, a pensarci, che farci scappare una grassa risata. Come quando si sentono i nostri politici parlare di senso di responsabilità per il paese.










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