coerenze…

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«Se Berlusconi vuole tornare a Palazzo Chigi ci vada con Veltroni, perché con me ha chiuso»

Gianfranco Fini, 20 novembre 2007

«Berlusconi è il candidato premier del centrodestra. Non sono cambiate le condizioni rispetto a due anni fa, visto che la legge elettorale è la stessa. Casini? Sono sicuro che non andrà mai con la sinistra e che non non darà mai vita ad un centro autonomo. E prenderà atto che non ci sono le condizioni per un governo tecnico. A quel punto farà insieme a noi un programma comune».

Gianfranco Fini, 25 gennaio 2008
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2 commenti

  1. Alfredo
    Pubblicato 27 Gennaio 2008 alle 11:36 | Permalink

    L’attaccamento al potere è più forte di qualsivoglia forma di coerenza

  2. Pubblicato 27 Gennaio 2008 alle 18:05 | Permalink

    Avevamo lasciato l’onorevole Fini, un mesetto fa, che capeggiava tumultuanti assemblee del suo partito dennunciando la prepotenza di Berlusconi, e reclamando libertà dal suo ingombrante protettorato. C’era appena stata la pantomima dei gazebo e dei “dieci milioni di voti”, enorme balla di un enorme ballista, e pareva che An, vistasi annessa senza neanche una telefonata, si fosse ricordata di possedere una propria identità e addirittura una propria autonomia di pensiero. Fini, tra le ovazioni dei suoi, mandò a quel paese Berlusconi e indicò per il centrodestra un futuro alternativo con un leader alternativo.

    È durato lo spazio di un Natale l’ora d’aria di Fini e del suo partito. Il profumo delle elezioni deve avere suscitato nel leader di An lo stesso effetto che l’odore dei croccantini produce nei gatti di casa: la breve passeggiata sui tetti, con il brivido della libertà, si interrompe ai primi richiami del padrone. I proprietari dei gatti sanno bene che, a volte, il micio arriva prima ancora che il cibo sia nella ciotola: basta il rumore della scatoletta a farlo accorrere.

    Michele Serra, 27 gennaio 2008

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