Non trovo una soluzione al dilemma…
«Devo dire che l’esperienza di Auschwitz è stata tale per me da spazzare qualsiasi resto di educazione religiosa che pure ho avuto. [...] C’è Auschwitz, dunque non può esserci Dio. Non trovo una soluzione al dilemma. La cerco, ma non la trovo».
da Ferdinando Camon, Conversazione con Primo Levi, Guanda
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Questo articolo è stato scritto da
Biagio, e pubblicato il
27 Gennaio 2008 alle 08:50, archiviato in
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4 commenti
Dissento.
Proprio perché non mi riconosco nelle ricostruzioni preparate per noi dalle varie religioni posso dissentire.
Chi ha la forza intellettuale di avere la propria etica e il proprio concetto di divino può anche capire che simili eccessi di male non sono incompatibili con l’esistenza di una propria etica che rifugga questi orrori.
Se invece Levi voleva limitare il discorso proprio alle religioni organizzate allora sono d’accordo.
Sull’esistenza di Dio (a qualsiasi grado fenomenologico) mi esprimo con la dichiarazione di evento altissimamente improbabile sul piano razionale (é, per inciso, la tesi Richard Dawkins): ogni argomento contrario, infatti, è dimostrabilmente irrazionale e, in sé, non è sostenibile, se non tautologicamente. In questo senso dissento anch’io dall’affermazione di Levi. Ma – almeno questa è la mia chiave di lettura – penso che l’intento di Levi non fosse quello di portare porve sulla non esistenza di Dio quanto, piuttosto, esprimere il suo più totale sdegno per le atrocità commesse in quei campi da quegli uomini. Un’idea, insomma, analoga a quella espressa da Schopenhauer: «Se un dio ha fatto questo mondo, non vorrei essere quel dio: la miseria del mondo mi spezzerebbe il cuore»…
Chissà, il dilemma potrebbe essere risolto ipotizzando l’esistenza di un oggetto God-like impersonale. Incidentalmente, il dilemma nasce nella cornice concettuale delle religioni occidentali che ipotizzano l’esistenza di un Dio personale.
Due parole: LIBERO ARBITRIO