(il retro)

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il rispetto dell’autentica democrazia…

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Una delle tante leggine ad hoc approvata – manco a dirlo – con voto bipartisan a inizio 2006 (un filino prima di andare a votare, insomma) stabilì il diritto dei partiti a continuare ad incassare i rimborsi elettorali anche in caso di voto anticipato. Ovvero, tradotto in concreto, nella situazione attuale se si andasse alle urne (ipotesi assolutamente non improbabile) tutti i partiti incasserebbero, fino al 2011, rimborsi elettorali doppi: quelli maturati per la quindicesima legislatura e quelli relativi alla sedicesima. Pignolerie (da cinquecento milioni di euro) direte voi? Può essere. Eppure l’affaire deve far gola veramente tanto e, vi dirò di più, dev’essere talmente gustoso e provocante da render sordi anche i più ricettivi a certi richiami. Monsignor Bretori – tanto per esser chiari – se n’è uscito l’altro giorno dicendo che «La soluzione alla crisi di governo dovrebbe nascere da un accordo fra le parti e deve avere come proprio orizzonte il rispetto dell’autentica democrazia». Il messaggio è chiaro e non necessita di interpretazioni alcune: no alle elezioni anticipate dice il prelato. Eppure il centrodestra (An, Lega e persino l’Udeur) dinanzi ad un parere così illuminato – è sempre stato questo il loro modo d’interpretare l’ingerenza clericale – sempre ispirato al “bene comune” e dunque legittimo e prezioso, finge di non capire, di non sentire, fottendosene allegramente dell’espressione dei più sacri ed inviolabili valori della tradizione occidentale, cioè quelli cristiani. Strano vero?

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