il boicottaggio della Fiera del Libro…

Questa questione del boicottaggio della Fiera del Libro di Torino e la polemica relativa all’invito di Israele come paese ospite è – senza mezzi termini e seghe mentali varie – una pagliacciata assurda e inconsistente ché quella di Torino è una fiera che s’è distinta, nel corso degli anni, proprio per l’intelligente apertura alle culture degli altri e per aver fatto della letteratura il luogo naturale per incontrarsi, per conoscersi e quindi per capirsi. Israele è un paese e ha una cultura. Se ne facciano una ragione sia Tariq Ramadan che quelle teste di cazzo che gli vanno dietro con i loro distinguo.
Le richieste di boicottaggio o di bilanciamento – o di come cazzo le si voglia chiamare – vanno rimandate, ferme e decise, al mittente senza se e senza ma. Da qualunque posto vengano e in qualunque lingua siano esse pronunciate. La censura è una risorsa dei cagasotto: chi ha qualche cosa da ridire sulla questione palestinese – qualche cosa di serio e d’intelligente, dico – avrà la possibilità di farlo nei tanti dibattiti che certamente caratterizzeranno la manifestazione. Oppure se ne potrà stare a casa da solo con i suoi pregiudizi a parlarsi allo specchio e a pisciarsi sulle scarpe.

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«Un feto maschile diviene un essere umano dopo 40 giorni, uno femminile dopo 80 giorni. Le femmine nascono a causa di un seme guasto o di venti umidi»

San Tommaso D’Aquino

peraltro…

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«Sono innocente – ha dichiarato il presidente Sandra Lonardo in Mastella – e lo dimostrerò quando la magistratura me lo consentirà. Non ho mai raccomandato quei medici, peraltro non mi pare che la raccomandazione sia un reato e in ogni caso non sarebbe stato consumato, dal momento che quei due posti sono stati assegnati ad altri. In ogni caso chi è senza peccato scagli la prima pietra».
Prendete questa dichiarazione della signora Mastella e analizzatene, vi prego, attentamente il contenuto cercando, se potete, di coglierne la catena logica implicita nel messaggio. Non l’ho mai fatto – dice la Lonardo – e comunque non è reato. Sicché anche se l’avessi fatto starei coperta anche con la giustizia ché con la coscienza ci pensa Padre Pio. Ma, giuro, non l’ho fatto. E poi questo non-reato che non ho commesso non è stato manco consumato (d’altronde come si sarebbe potuto consumare un reato che non è reato?) ché quelli che avrei voluto anzi dovuto raccomandare, per questioni si badi squisitamente meritocratiche – ché tutti sanno che la meritocrazia è il vessillo dei Mastella – alla fine li hanno pure trombati… mhmm… fermi, fermi… per favore. Calmatevi. Vi prego, signori… eccheccazzo. Uno alla volta. Lasciate un paio di pietre anche a me, grazie…

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