Questa questione del boicottaggio della Fiera del Libro di Torino e la polemica relativa all’invito di Israele come paese ospite è – senza mezzi termini e seghe mentali varie – una pagliacciata assurda e inconsistente ché quella di Torino è una fiera che s’è distinta, nel corso degli anni, proprio per l’intelligente apertura alle culture degli altri e per aver fatto della letteratura il luogo naturale per incontrarsi, per conoscersi e quindi per capirsi. Israele è un paese e ha una cultura. Se ne facciano una ragione sia Tariq Ramadan che quelle teste di cazzo che gli vanno dietro con i loro distinguo.
Le richieste di boicottaggio o di bilanciamento – o di come cazzo le si voglia chiamare – vanno rimandate, ferme e decise, al mittente senza se e senza ma. Da qualunque posto vengano e in qualunque lingua siano esse pronunciate. La censura è una risorsa dei cagasotto: chi ha qualche cosa da ridire sulla questione palestinese – qualche cosa di serio e d’intelligente, dico – avrà la possibilità di farlo nei tanti dibattiti che certamente caratterizzeranno la manifestazione. Oppure se ne potrà stare a casa da solo con i suoi pregiudizi a parlarsi allo specchio e a pisciarsi sulle scarpe.
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6 commenti
“La censura è una risorsa dei cagasotto…”
Sono perfettamente d’accordo, però se vogliamo essere equi fino in fondo, vanno chiamati cagasotto anche quelli che in un certo senso hanno “boicottato” la presenza di Ratzinger all’univerità La Sapienza di Roma.
Certo Alfredo. Certo che sono d’accordo… e come non potrei esserlo ché Ratzinger – ti faccio presente – ritenne «opportuno soprassedere all’evento». Tecnicamente e nella sostanza, si trattò di auto-censura…
Anche se Ratzinger di sua volontà non ha partecipato più all’evento, non si può neanche accettare la pressione psicologica a cui è stato sottoposto, per cui ritengo alla stessa stregua , cagasotto sia Ratzinger perchè non ha partecipato all’evento (probabilmente come disse Oddifreddi da Vespa perchè è abituato all’unanimità del consenso ), sia quel gruppo di professori (che ha innescato indirettamente la reazione di solo una parte degli studenti, e sottolineo solo una parte) ), che hanno rifiutato a priori le eventuali “stronzate” che Ratzinger sarebbe andato ad esporre.
porello… chissà quanti kleenex gli avrà dovuto passare Ruini…
Puoi metterla come vuoi, non sto certo qui a difendere le vedute di Ratzinger su certi temi, ma quelle proteste (quelle degli studenti , più che quelle dei professori), assomigliano tanto alle ridicole richieste di boicottaggio e di bilanciamento di cui al post.
punti di vista, Alfredo. Punti di vista. E comunque non era del bavaglio a Ratzinger (o del legittimo diritto a protestarlo) che m’interessava evidenziare con questo post.