
«Sono innocente – ha dichiarato il presidente Sandra Lonardo in Mastella – e lo dimostrerò quando la magistratura me lo consentirà. Non ho mai raccomandato quei medici, peraltro non mi pare che la raccomandazione sia un reato e in ogni caso non sarebbe stato consumato, dal momento che quei due posti sono stati assegnati ad altri. In ogni caso chi è senza peccato scagli la prima pietra».
Prendete questa dichiarazione della signora Mastella e analizzatene, vi prego, attentamente il contenuto cercando, se potete, di coglierne la catena logica implicita nel messaggio. Non l’ho mai fatto – dice la Lonardo – e comunque non è reato. Sicché anche se l’avessi fatto starei coperta anche con la giustizia ché con la coscienza ci pensa Padre Pio. Ma, giuro, non l’ho fatto. E poi questo non-reato che non ho commesso non è stato manco consumato (d’altronde come si sarebbe potuto consumare un reato che non è reato?) ché quelli che avrei voluto anzi dovuto raccomandare, per questioni si badi squisitamente meritocratiche – ché tutti sanno che la meritocrazia è il vessillo dei Mastella – alla fine li hanno pure trombati… mhmm… fermi, fermi… per favore. Calmatevi. Vi prego, signori… eccheccazzo. Uno alla volta. Lasciate un paio di pietre anche a me, grazie…










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