Walter Veltroni dentro al suo Pd non vuole nessuno, Silvio Berlusconi, invece, nel suo Pdl li vorrebbe tutti . L’effetto di queste strategie contrapposte, per i piccoli partiti – questi nanetti della politica che indispensabili un tempo adesso pare non servano più –, è identico ed il dilemma che sono chiamati a sciogliere è straziante. Sono lì, tutti attaccati ai batacchi dei portoni a bussare a questi due grandi lascivi bordelli per avere un invito all’ammucchiata stando attenti, però, a non farsi fottere.
Tutto quello che non fecero i referendum, il bipartitismo e altri marchingegni escogitati in tre lustri di Seconda repubblica, pare stia riuscendo ad un’alchimia venuta su in tre giorni d’incontri pre campagna elettorale.
Scrissi che mi sarei goduto questa tornata elettorale come chi guarda le partite del mondiale di calcio quando la squadra del proprio paese è stata eliminata; ma qui rischio di godermela davvero troppo. Lo spettacolo si sta incardinando su un canovaccio davvero troppo godurioso tant’è perverso: non avrei potuto chiedere di meglio.










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5 commenti
“riuscendo ad un’alchimia”
Stanno cercando l’elisir di lunga vita.
o la pietra filosofale…
La pietra filosofale l’hanno già trovata, con tutti i soldi che ci succhiano.
In effetti che riuscissero a trasformare ogni materia in oro lo si sapeva dai tempi di De Mita: le carceri d’oro, le lenzuola d’oro, …
Cmq concordo: sarà una campagna da godersela
Filosofeggiassero davvero sarebba gia una bella cosa, invece, fuffa!