molti intellettuali…

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Molti intellettuali credono che essere intellettuali significhi enunciare ideologie, o elaborarle, manipolarle, e poi sposarle per interpretare la vita secondo formule e verità assolute. Questo senza curarsi della realtà, dell’uomo, di loro stessi, cioè senza voler ammettere che essi stessi non sono fatti solo di cervello: hanno anche un cuore o qualcosa che assomiglia a un cuore, e un intestino e uno sfintere, quindi sentimenti e bisogni estranei all’intelligenza, non controllabili dall’intelligenza. Questi intellettuali non sono intelligenti, sono stupidi, e in ultima analisi non sono neanche intellettuali ma sacerdoti di una ideologia.

Oriana Fallaci, Un uomo

la domanda…

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«Ci dica – così Lamberto Dini sfidava Prodi – dove va a prendere i soldi. Mi pare che l’intenzione sia quella di dare con una mano e riprendere con l’altra». Era il 26 dicembre del 2007. La richiesta era precisa; la domanda non ammetteva alcun svicolamento asciutta e polemica com’era. Del resto se qualcun altro a quell’epoca avesse provato a rovesciare le parti e, con fare preciso, avesse chiesto la stessa cosa a Lamberto lui una risposta secca e circostanziata – su dove andava a prendere i soldi, dico – l’avrebbe saputa dare. Non so se con qualche imbarazzo, ma l’avrebbe saputa dare…

…che esser poche

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«Quando trovo in un libro una frase o un verso che per qualche ragione mi colpiscono e mi danno emozione li trascrivo su un quadernetto. Ne ho già riempiti quattro e penso che siano troppi perché le parole e le frasi poetiche che veramente ti toccano nel profondo non possono che esser poche».

Eugenio Scalfari, L’Espresso del 5 ottobre 2006

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