«Sul ponte di Messina o sull’Ici valgono le opinioni, sulla vita umana e l’amore vale la solitaria e pubblica ricerca della verità. Senza fanatismo, io penso di averla trovata, la verità sulla vita umana, e credo che sia giusto non esporla alla futilità delle opinioni a confronto». Così l’altro giorno Giuliano Ferrara giustificava il mancato incontro – peraltro già organizzato – con Pannella a Unomattina. La tv, scrive il direttore de Il Foglio, «è antiveritativa» sicché va bene per discutere del «ponte di Messina o [dell'] Ici» ma non va affatto bene per discutere della vita umana e dell’amore, per i quali «vale la solitaria e pubblica ricerca della verità». Magari ha anche ragione ché forse la ricerca veritativa, quella che conduce alla verità (non necessariamente quella assoluta, quella con la “v” maiuscola) grazie al potere maieutico del dialogo, non passa (quasi certamente) dal video. Ma allora qualcuno mi deve spiegare, per cortesia, dov’è la coerenza? Esiste ancora? Perché mai, mi chiedo, l’elefantiaco direttore s’è dato tanto da fare, in tanti anni, da Linea Rovente giù giù fino ad Otto e mezzo (dov’è arrivato ad invitare financo il cardinale Ruini) a sfracassarci i coglioni, in prime time (e non solo), a parlare – sempre, si badi, dal media sbagliato – anche della vita umana? Tempo perso? (O sfacciata incoerenza).










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2 commenti
giuliano ferrara si preoccupa tanto dei bambini non ancora nati, ma neanche una parola per difendere i bambini già esistenti vittime dei pedofili, a ogni nuovo caso di vittimedella pedofilia, non perde tempo ed insinua sempre che i bambini sono un pò troppo fantasiosi, proteggendo di fatto questi mascalzoni.
Vorrei dirgli di lasciare perdere l’aborto e di fare una battaglia contro la pedofilia.
sarebbe come chiedergli di sputare nel piatto in cui mangia. Non diamogli altri compiti per carità ché la cifra di quell’uomo è quella di provocare, mica di affrontare i problemi.