
Dice - più o meno - Sant’Anselmo (dimostrazione ontologica): «L’Ente (A) che io riesco a immaginare come il più perfetto deve anche esistere nella realtà. Se, infatti, quest’Ente non possedesse questa qualità – quella di esistere realmente, dico –, se ne potrebbe dedurre che un altro Ente (B), realmente esistente, sia più perfetto di lui. Ma allora A non sarebbe quindi il più perfetto (er mejo, diciamo), perché B lo supererebbe in perfezione. Dunque – fiato alle trombe – un Ente perfettissimo esiste e conveniamo di chiamarlo “Dio”. Dio esiste».
Ehi… si, dico a te, Anselmo, stammi a sentire, non scappare. Te lo dico con la mano sul cuore: ma va’ a cagare.










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