
Naturalmente – e chi lo nega – i padroni ed i servi esistono ancora, però, cazzo, un minimo di aggiornamento lessicale, un lieve sforzo di evoluzione linguistica non farebbe male a nessuno. Proprio a nessuno. Persino a Marco Rizzo, eurodeputato, che ha bollato, proprio ieri, con lo stantio «servo dei padroni» il giurislavorista Piero Ichino neocandidato nelle liste del Pd. Un minimo di evoluzione lessicale, dicevo, aiuta anche a non restare uguali eternamente a se stessi, a non invecchiare, ché confondere la coerenza con la sterile conformità ai vecchi schemi è cosa davvero ridicola. Oltre che pallosa.










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