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	<title>Commenti a: &#8230;il resto verrà da sé</title>
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	<pubDate>Sun, 07 Sep 2008 23:45:12 +0000</pubDate>
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		<title>Di: &#187; dagli altri media &#187; Papablogs</title>
		<link>http://www.raucci.net/2008/02/26/il-resto-verra-da-se/#comment-7458</link>
		<dc:creator>&#187; dagli altri media &#187; Papablogs</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Feb 2008 10:28:21 +0000</pubDate>
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		<description>[...] …il resto verrà da sé [...]</description>
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		<title>Di: Biagio</title>
		<link>http://www.raucci.net/2008/02/26/il-resto-verra-da-se/#comment-7435</link>
		<dc:creator>Biagio</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Feb 2008 04:55:14 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Il fatto, caro Gigi, è che&lt;/span&gt; &lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;se&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;i chierici si limitassero a ricordare alle donne che abortiscono che sono in peccato mortale, e rischiano le pene eterne dell'inferno,&lt;/span&gt; &lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;nulla da ridire &lt;span style="font-weight: normal;"&gt;(&lt;span style="font-style: italic;"&gt;è mistero della fede&lt;/span&gt;, appunto)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;. Ma accusarle di essere “assassine”, di avere comportamenti da far impallidire l'orrore dei camini di Aushwitz («deriva eugenetica...» va dicendo quell'&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;omaccione&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;di Ferrara),&lt;/span&gt; &lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;questo è ignobile e inammissibile&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;, oltretutto da parte di chi, volendo impedire a tutti i costi l'uso del preservativo contro l'Aids, è&lt;/span&gt; &lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;corresponsabile&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;della morte di migliaia&lt;/span&gt; &lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;di persone&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;solo in Africa (&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;persone dico,&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;non embrioni)...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Georgia;">Il fatto, caro Gigi, è che</span> <strong><span style="font-family: Georgia;">se</span></strong> <span style="font-family: Georgia;">i chierici si limitassero a ricordare alle donne che abortiscono che sono in peccato mortale, e rischiano le pene eterne dell&#8217;inferno,</span> <strong><span style="font-family: Georgia;">nulla da ridire <span style="font-weight: normal;">(<span style="font-style: italic;">è mistero della fede</span>, appunto)</span></span></strong><span style="font-family: Georgia;">. Ma accusarle di essere “assassine”, di avere comportamenti da far impallidire l&#8217;orrore dei camini di Aushwitz («deriva eugenetica&#8230;» va dicendo quell&#8217;</span><span style="font-style: italic;"><span style="font-family: Georgia;">omaccione</span></span> <span style="font-family: Georgia;">di Ferrara),</span> <strong><span style="font-family: Georgia;">questo è ignobile e inammissibile</span></strong><span style="font-family: Georgia;">, oltretutto da parte di chi, volendo impedire a tutti i costi l&#8217;uso del preservativo contro l&#8217;Aids, è</span> <strong><span style="font-family: Georgia;">corresponsabile</span></strong> <span style="font-family: Georgia;">della morte di migliaia</span> <strong><span style="font-family: Georgia;">di persone</span></strong> <span style="font-family: Georgia;">solo in Africa (</span><strong><span style="font-family: Georgia;">persone dico,</span></strong> <span style="font-family: Georgia;">non embrioni)&#8230;</span></p>
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		<title>Di: gigicogo</title>
		<link>http://www.raucci.net/2008/02/26/il-resto-verra-da-se/#comment-7386</link>
		<dc:creator>gigicogo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Feb 2008 21:53:12 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.raucci.net/2008/02/26/il-resto-verra-da-se/#comment-7386</guid>
		<description>L'opportunismo di Ferrara e il leccaculismo papalino della classe politica italiana sono evidenti e ormai innegabili.
Zapatero docet. C'è una altra via possibile.

Come cattolico vivo la mia fede senza farmi influenzare da chi la sbandiera e la usa per opportunismo.
Vivo la fede credendo nella scienza. Nella buona scienza. Quella non distorta e non ambigua.
Pludo alla ricerca, e alla sfida che è nella natura dell'uomo.
Ma credo anche che alcuni misteri segnino un confine. Un confine fra le certezze e le incertezze.
Non sempre c'è una risposta per ogni domanda. A volte c'è una sensazione, altre volte ci sono fatti che sembrano dare una risposta. Molto raramente c'è l'approccio empirico e fanatico.
Quando tutto questo non soddisfa. Quando la risposta non è convincente c'è la fede.
Perchè il mistero (per chi ha fede) è fascino.
Viva la scienza, viva le sue conquiste e il bene che ne deriva per l'umanità. Viva il libero arbitrio (prchè il destino esiste, ma non è solo il destino che ci accompagna nella vita terrena) e viva il confine netto fra lo stato laico e la chiesa intesa come gerarchie e struttura ecclesiastica.

Viva la comunità dei cattolici intesa come comunità di uomini moderni e pensanti che nella certezza della scienza non negano il fascino del mistero che, in fondo, è una delle cose più belle della vita.
Chi siamo, dove andiamo e da dove veniamo.
Chi ha fede lo sa!

Ferrara è sicuro di saperlo. E' MOLTO diverso.
Ricordati che anche nel rito della messa si dice "Il mistero della fede....."</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;opportunismo di Ferrara e il leccaculismo papalino della classe politica italiana sono evidenti e ormai innegabili.<br />
Zapatero docet. C&#8217;è una altra via possibile.</p>
<p>Come cattolico vivo la mia fede senza farmi influenzare da chi la sbandiera e la usa per opportunismo.<br />
Vivo la fede credendo nella scienza. Nella buona scienza. Quella non distorta e non ambigua.<br />
Pludo alla ricerca, e alla sfida che è nella natura dell&#8217;uomo.<br />
Ma credo anche che alcuni misteri segnino un confine. Un confine fra le certezze e le incertezze.<br />
Non sempre c&#8217;è una risposta per ogni domanda. A volte c&#8217;è una sensazione, altre volte ci sono fatti che sembrano dare una risposta. Molto raramente c&#8217;è l&#8217;approccio empirico e fanatico.<br />
Quando tutto questo non soddisfa. Quando la risposta non è convincente c&#8217;è la fede.<br />
Perchè il mistero (per chi ha fede) è fascino.<br />
Viva la scienza, viva le sue conquiste e il bene che ne deriva per l&#8217;umanità. Viva il libero arbitrio (prchè il destino esiste, ma non è solo il destino che ci accompagna nella vita terrena) e viva il confine netto fra lo stato laico e la chiesa intesa come gerarchie e struttura ecclesiastica.</p>
<p>Viva la comunità dei cattolici intesa come comunità di uomini moderni e pensanti che nella certezza della scienza non negano il fascino del mistero che, in fondo, è una delle cose più belle della vita.<br />
Chi siamo, dove andiamo e da dove veniamo.<br />
Chi ha fede lo sa!</p>
<p>Ferrara è sicuro di saperlo. E&#8217; MOLTO diverso.<br />
Ricordati che anche nel rito della messa si dice &#8220;Il mistero della fede&#8230;..&#8221;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Biagio</title>
		<link>http://www.raucci.net/2008/02/26/il-resto-verra-da-se/#comment-7385</link>
		<dc:creator>Biagio</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Feb 2008 21:41:37 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Luciano,&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;non rispondevo direttamente a te quando parlavo di persona. L’avevo detto, espressamente, in premessa: “ti dico come la penso io e così facendo provo ad imbastire una risposta anche alla tua obiezione”.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Riprendo, però, adesso il tuo argomentare su quel “il concepimento porta entro pochi giorni a una forma di vita propria” a cui accennavi nella replica e provo a sviluppare un piccolo paradosso.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Se l’embrione non si annida nell’utero, lo sviluppo di un feto vivo e vitale&lt;/span&gt; &lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;non è possibile&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;. I casi di gravidanza extrauterina nei quali vi sia stato sviluppo di un feto vivo e vitale alla nascita sono casi eccezionali, rarissimi in letteratura scientifica, e questo corregge l’affermazione iniziale in questi termini: se l’embrione non si annida nell’utero o in un distretto anatomico femminile vicariante (tuba, ovaio, peritoneo, ecc.), lo sviluppo di un feto vivo e vitale&lt;/span&gt; &lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;è impossibile&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;. Una donna viva – per esser espliciti –, è, fino a questo momento,&lt;/span&gt; &lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;premessa indispensabile&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;allo sviluppo di un embrione in feto. Detto in modo crudo:&lt;/span&gt; &lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;senza donne non nascono persone&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;. A dispetto di ogni teoria che riconosca all’embrione in sé&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;una qualche ineffabile potenza in atto di persona fin dalla fecondazione,&lt;/span&gt; &lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;senza una donna che lo voglia, o cui venga imposto,&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;lo sviluppo dapprima embrionale e poi, via via, fetale è impossibile: financo l’incarnazione di Dio in Cristo, come narrano le Scritture, ebbe bisogno di&lt;/span&gt; &lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;un’accettazione&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;dopo l’annunciazione. Non bastò, infatti, che un angelo dicesse: “&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Concepirai un figlio e lo darai alla luce&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;” (Lc 1, 31), fu necessario che una donna dicesse: “&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Avvenga di me quello che hai detto&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;” (Lc 1, 38). Sennò col cazzo! Ma, e qui riprendo il discorso, che sia libero, o subìto dalla donna per condizionamenti psicologici, sociali, ecc., o estorto contro ogni sua volontà come nel caso di stupro, questo ruolo fin qui insurrogabile di ospite di un embrione è indissolubilmente legato – era detto anche nel tuo post – ai meccanismi di induzione svolti dall’organismo femminile durante e dopo l’annidamento. Perché, insomma, la vita sia possibile c’è bisogno di una donna&lt;/span&gt; &lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;c&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;he voglia, o sia condizionata, o stuprata&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;. Se escludiamo questa terza possibilità – manifestamente indegna fin dalle premesse – rimangono due sole possibilità: che la donna possa scegliere liberamente se vuole o meno farsi ospite dell’embrione che sarà persona; o che ella venga condizionata psicologicamente, socialmente, ecc. Chi tenta di offendere (la moratoria dell’aborto è cosa&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;offensiva&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;tant’è improponibile) la legge 194 cerca di scardinare l’ordinamento che dà il diritto&lt;/span&gt; &lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;alla libera scelta&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;della donna del portare avanti o meno una gravidanza cosa – mi chiedo – ha in mente: il condizionamento psicologico, sociale, ecc. , o lo stupro?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;!--EndFragment--&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Georgia;">Luciano,<br /></span> <span style="font-family: Georgia;">non rispondevo direttamente a te quando parlavo di persona. L’avevo detto, espressamente, in premessa: “ti dico come la penso io e così facendo provo ad imbastire una risposta anche alla tua obiezione”.</span> <span style="font-family: Georgia;">Riprendo, però, adesso il tuo argomentare su quel “il concepimento porta entro pochi giorni a una forma di vita propria” a cui accennavi nella replica e provo a sviluppare un piccolo paradosso.<br /></span> <span style="color: black;"><span style="font-family: Georgia;">Se l’embrione non si annida nell’utero, lo sviluppo di un feto vivo e vitale</span> <strong><span style="font-family: Georgia;">non è possibile</span></strong><span style="font-family: Georgia;">. I casi di gravidanza extrauterina nei quali vi sia stato sviluppo di un feto vivo e vitale alla nascita sono casi eccezionali, rarissimi in letteratura scientifica, e questo corregge l’affermazione iniziale in questi termini: se l’embrione non si annida nell’utero o in un distretto anatomico femminile vicariante (tuba, ovaio, peritoneo, ecc.), lo sviluppo di un feto vivo e vitale</span> <strong><span style="font-family: Georgia;">è impossibile</span></strong><span style="font-family: Georgia;">. Una donna viva – per esser espliciti –, è, fino a questo momento,</span> <strong><span style="font-family: Georgia;">premessa indispensabile</span></strong> <span style="font-family: Georgia;">allo sviluppo di un embrione in feto. Detto in modo crudo:</span> <strong><span style="font-family: Georgia;">senza donne non nascono persone</span></strong></span><span style="color: black;"><span style="font-family: Georgia;">. A dispetto di ogni teoria che riconosca all’embrione in sé</span> <span style="font-family: Georgia;">una qualche ineffabile potenza in atto di persona fin dalla fecondazione,</span> <strong><span style="font-family: Georgia;">senza una donna che lo voglia, o cui venga imposto,</span></strong> <span style="font-family: Georgia;">lo sviluppo dapprima embrionale e poi, via via, fetale è impossibile: financo l’incarnazione di Dio in Cristo, come narrano le Scritture, ebbe bisogno di</span> <strong><span style="font-family: Georgia;">un’accettazione</span></strong> <span style="font-family: Georgia;">dopo l’annunciazione. Non bastò, infatti, che un angelo dicesse: “</span><span style="font-style: italic;"><span style="font-family: Georgia;">Concepirai un figlio e lo darai alla luce</span></span><span style="font-family: Georgia;">” (Lc 1, 31), fu necessario che una donna dicesse: “</span><span style="font-style: italic;"><span style="font-family: Georgia;">Avvenga di me quello che hai detto</span></span><span style="font-family: Georgia;">” (Lc 1, 38). Sennò col cazzo! Ma, e qui riprendo il discorso, che sia libero, o subìto dalla donna per condizionamenti psicologici, sociali, ecc., o estorto contro ogni sua volontà come nel caso di stupro, questo ruolo fin qui insurrogabile di ospite di un embrione è indissolubilmente legato – era detto anche nel tuo post – ai meccanismi di induzione svolti dall’organismo femminile durante e dopo l’annidamento. Perché, insomma, la vita sia possibile c’è bisogno di una donna</span> <strong><span style="font-family: Georgia;">c</span></strong><strong><span style="font-family: Georgia;">he voglia, o sia condizionata, o stuprata</span></strong><span style="font-family: Georgia;">. Se escludiamo questa terza possibilità – manifestamente indegna fin dalle premesse – rimangono due sole possibilità: che la donna possa scegliere liberamente se vuole o meno farsi ospite dell’embrione che sarà persona; o che ella venga condizionata psicologicamente, socialmente, ecc. Chi tenta di offendere (la moratoria dell’aborto è cosa</span> <span style="font-style: italic;"><span style="font-family: Georgia;">offensiva</span></span> <span style="font-family: Georgia;">tant’è improponibile) la legge 194 cerca di scardinare l’ordinamento che dà il diritto</span> <strong><span style="font-family: Georgia;">alla libera scelta</span></strong> <span style="font-family: Georgia;">della donna del portare avanti o meno una gravidanza cosa – mi chiedo – ha in mente: il condizionamento psicologico, sociale, ecc. , o lo stupro?</span></span></p>
<p><!--EndFragment--></p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Luciano</title>
		<link>http://www.raucci.net/2008/02/26/il-resto-verra-da-se/#comment-7378</link>
		<dc:creator>Luciano</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Feb 2008 20:06:26 +0000</pubDate>
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		<description>Biagio, ti ringrazio per aver letto il post e per avermi risposto. Ma... Aspetta. Tu stai facendo una distinzione tra essere in vita, e PERSONA. Io non ho parlato di persona. La persona è tale quando prende coscienza dell'Io e in tale accezione è evidente  che tali cellule non sono in stato cosciente. 
Sono d'accordo con te che con la logica pura e semplice, si può arrivare dove si vuole, ma non mi sembra che il mio ragionamento sia pure logico, porti lontano dalle conclusioni alle quali vorrebbe arrivare: e cioè che il concepimento porta entro pochi giorni a una forma di vita propria, che quindi è definitiva e inconciliabile con qualsisi altra definizione. Che poi questa forma di vita non avrà esito positivo, morirà, non arriverà a tre settimane, non avrà encefalo, queste scusami ma sono supposizioni ininfluenti ai fini del ragionamento in sè e per è. 
Altro discorso, come giustamente osservi è la personalità dell'essere in vita. Noi cattolici crediamo che ogni essere umano in vita abbia un'anima e che Dio infonda l'anima nel momento del concepimento. Punto. Qui si entra nel teologico e non mi sognerei mai di convincerti su queste "logiche" che fanno parte del cammino di ognuno e del suo bagaglio personale e della sua esperienza spirituale. Però, ecco, volevo solo ribadire la differenza, tutto qui.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Biagio, ti ringrazio per aver letto il post e per avermi risposto. Ma&#8230; Aspetta. Tu stai facendo una distinzione tra essere in vita, e PERSONA. Io non ho parlato di persona. La persona è tale quando prende coscienza dell&#8217;Io e in tale accezione è evidente  che tali cellule non sono in stato cosciente.<br />
Sono d&#8217;accordo con te che con la logica pura e semplice, si può arrivare dove si vuole, ma non mi sembra che il mio ragionamento sia pure logico, porti lontano dalle conclusioni alle quali vorrebbe arrivare: e cioè che il concepimento porta entro pochi giorni a una forma di vita propria, che quindi è definitiva e inconciliabile con qualsisi altra definizione. Che poi questa forma di vita non avrà esito positivo, morirà, non arriverà a tre settimane, non avrà encefalo, queste scusami ma sono supposizioni ininfluenti ai fini del ragionamento in sè e per è.<br />
Altro discorso, come giustamente osservi è la personalità dell&#8217;essere in vita. Noi cattolici crediamo che ogni essere umano in vita abbia un&#8217;anima e che Dio infonda l&#8217;anima nel momento del concepimento. Punto. Qui si entra nel teologico e non mi sognerei mai di convincerti su queste &#8220;logiche&#8221; che fanno parte del cammino di ognuno e del suo bagaglio personale e della sua esperienza spirituale. Però, ecco, volevo solo ribadire la differenza, tutto qui.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Biagio</title>
		<link>http://www.raucci.net/2008/02/26/il-resto-verra-da-se/#comment-7369</link>
		<dc:creator>Biagio</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Feb 2008 18:25:34 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Luciano,&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;!--StartFragment--&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;color:black"&gt;ho letto, e nel mentre leggevo il tuo post non ho potuto non ricordare una famosa affermazione (vecchia quanto il tuo post) fatta dall’allora presidente del Senato, Marcello Pera, durante una famosissima conferenza. Era il&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:"&gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it/2004/i/sezioni/politica/fecondazione/pera/pera.html" rel="nofollow"&gt;&lt;span style="font-family:Georgia"&gt;22 gennaio del 2005&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:Georgia;color:black"&gt;– me l’ha ricordato Google – e la seconda carica dello Stato affermò «che l'embrione [è] persona fin dal concepimento». “L'embrione è persona, non è una muffa” disse provocatoriamente l’autorevole – a quei tempi, dico – politico che tirò fuori il grossolano espediente retorico della muffa per far traballare il tetragono dei laici e degli atei. Certamente ­– ne prendiamo atto – l’embrione non è muffa: ma basta questo per poter concludere che allora è “persona”? Ti dico come la penso io e così facendo provo ad imbastire una risposta anche alla tua obiezione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;color:black"&gt;Si vuole chiamare “embrione” la “cellula fecondata”? Sia. Diamogli il nome che vogliamo, basta intendersi. Però: se gli embriologi – ho qui sotto mano un testo di embriologia generale di mia moglie – hanno suddiviso ciò che porta al compimento di un umano in embriogenesi e fetogenesi, intendendo con tali termini i processi che portano da un'ovocellula fecondata all'embrione, e dall'embrione al feto, e da questo al nato qualche motivo ci sarà. O no? Mi dirai, e a ragione, che si tratta comunque di comodità didattiche – &lt;i&gt;natura non facit saltus&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;color:black"&gt;, lo ricordavo anche nel post – però chiamare embrione la cellula fecondata, che di poi lo sarà, è un falso ideologico ché potenza e possibilità – spero ne converrai – sono due cose diverse. Quella cellula, quella che tu dici essere “una forma di vita completa”, potrebbe evolversi anche soltanto in un “uovo chiaro”, ad esempio, che di umano non ha proprio niente. Non solo. Se nello sviluppo successivo potremmo – sempre didatticamente, è chiaro – definire vari stati embrionali (i famosi foglietti endo-, ecto- e meso-telieli), non è ancora detto che &lt;b&gt;alla fine del processo s’arrivi al feto&lt;/b&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:Georgia;color:black"&gt;ché, purtroppo, l’evoluzione potrebbe dar vita ad un complesso biologico assai lontano da ciò che usiamo definire &lt;i&gt;umano&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;color:black"&gt;: anche il più fervente dei credenti sarebbe in seria difficoltà a stabilire dove riposi l'Io – che della persona dovrebb'essere l'assunto – nel caso di un &lt;i&gt;anencefalo&lt;/i&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:Georgia; color:black"&gt;cui manchi tutta la materia cerebrale. Ora, mi dirai, chi potrebbe mai negare ad un ammasso informe di placenta, o un embrione senza testa, faccia, cuore e arti, o ancora un feto senza cervello, siano vita? Certo che lo sono, ma sono persona? Suvvia, nemmeno la Chiesa consiglia di battezzare queste forme di vita (se è per questo – ed è detto per inciso – finanche Ruini non s’è mai spinto a consigliare di battezzare gli embrioni in via di espulsione nei casi di aborto spontaneo).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;color:black"&gt;Ora, mi sia concessa un poco di amabile confidenza: caro Luciano, il tuo ragionamento è specioso ché se volessimo ritenerlo vero sai che lavoraccio c’avrebbero ogni giorno i chierici? Vorrai mica negare il battesimo alle unghie che ci tagliamo? ai capelli che ci cadono? E al flusso mestruale? A quali paradossi si darebbe luogo con tale “logica” è cosa ben nota fin dai primordi greci del Logos. E se non avessimo qui a che fare con il tentativo squallido ed inqualificabile di far sentire le donne che decidono un aborto come delle epigoni di Jack lo squartatore, potremmo anche metterci a discettare su quegli antichi esempi: Achille che non riuscirà mai a raggiungere la tartaruga, e l’uomo che perdendo tutti i capelli non potrà mai divenire calvo… ma non mi sembra il caso. Davvero.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Georgia;">Luciano,</span></p>
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<p class="MsoNormal"><span style="font-family:Georgia;color:black">ho letto, e nel mentre leggevo il tuo post non ho potuto non ricordare una famosa affermazione (vecchia quanto il tuo post) fatta dall’allora presidente del Senato, Marcello Pera, durante una famosissima conferenza. Era il</span> <span style="font-family:"><a href="http://www.repubblica.it/2004/i/sezioni/politica/fecondazione/pera/pera.html" rel="nofollow"><span style="font-family:Georgia">22 gennaio del 2005</span></a></span> <span style="font-family:Georgia;color:black">– me l’ha ricordato Google – e la seconda carica dello Stato affermò «che l&#8217;embrione [è] persona fin dal concepimento». “L&#8217;embrione è persona, non è una muffa” disse provocatoriamente l’autorevole – a quei tempi, dico – politico che tirò fuori il grossolano espediente retorico della muffa per far traballare il tetragono dei laici e degli atei. Certamente ­– ne prendiamo atto – l’embrione non è muffa: ma basta questo per poter concludere che allora è “persona”? Ti dico come la penso io e così facendo provo ad imbastire una risposta anche alla tua obiezione.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:Georgia;color:black">Si vuole chiamare “embrione” la “cellula fecondata”? Sia. Diamogli il nome che vogliamo, basta intendersi. Però: se gli embriologi – ho qui sotto mano un testo di embriologia generale di mia moglie – hanno suddiviso ciò che porta al compimento di un umano in embriogenesi e fetogenesi, intendendo con tali termini i processi che portano da un&#8217;ovocellula fecondata all&#8217;embrione, e dall&#8217;embrione al feto, e da questo al nato qualche motivo ci sarà. O no? Mi dirai, e a ragione, che si tratta comunque di comodità didattiche – <i>natura non facit saltus</i></span><span style="font-family:Georgia;color:black">, lo ricordavo anche nel post – però chiamare embrione la cellula fecondata, che di poi lo sarà, è un falso ideologico ché potenza e possibilità – spero ne converrai – sono due cose diverse. Quella cellula, quella che tu dici essere “una forma di vita completa”, potrebbe evolversi anche soltanto in un “uovo chiaro”, ad esempio, che di umano non ha proprio niente. Non solo. Se nello sviluppo successivo potremmo – sempre didatticamente, è chiaro – definire vari stati embrionali (i famosi foglietti endo-, ecto- e meso-telieli), non è ancora detto che <b>alla fine del processo s’arrivi al feto</b></span> <span style="font-family:Georgia;color:black">ché, purtroppo, l’evoluzione potrebbe dar vita ad un complesso biologico assai lontano da ciò che usiamo definire <i>umano</i></span><span style="font-family: Georgia;color:black">: anche il più fervente dei credenti sarebbe in seria difficoltà a stabilire dove riposi l&#8217;Io – che della persona dovrebb&#8217;essere l&#8217;assunto – nel caso di un <i>anencefalo</i></span> <span style="font-family:Georgia; color:black">cui manchi tutta la materia cerebrale. Ora, mi dirai, chi potrebbe mai negare ad un ammasso informe di placenta, o un embrione senza testa, faccia, cuore e arti, o ancora un feto senza cervello, siano vita? Certo che lo sono, ma sono persona? Suvvia, nemmeno la Chiesa consiglia di battezzare queste forme di vita (se è per questo – ed è detto per inciso – finanche Ruini non s’è mai spinto a consigliare di battezzare gli embrioni in via di espulsione nei casi di aborto spontaneo).</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:Georgia;color:black">Ora, mi sia concessa un poco di amabile confidenza: caro Luciano, il tuo ragionamento è specioso ché se volessimo ritenerlo vero sai che lavoraccio c’avrebbero ogni giorno i chierici? Vorrai mica negare il battesimo alle unghie che ci tagliamo? ai capelli che ci cadono? E al flusso mestruale? A quali paradossi si darebbe luogo con tale “logica” è cosa ben nota fin dai primordi greci del Logos. E se non avessimo qui a che fare con il tentativo squallido ed inqualificabile di far sentire le donne che decidono un aborto come delle epigoni di Jack lo squartatore, potremmo anche metterci a discettare su quegli antichi esempi: Achille che non riuscirà mai a raggiungere la tartaruga, e l’uomo che perdendo tutti i capelli non potrà mai divenire calvo… ma non mi sembra il caso. Davvero.</span></p>
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		<title>Di: Luciano</title>
		<link>http://www.raucci.net/2008/02/26/il-resto-verra-da-se/#comment-7340</link>
		<dc:creator>Luciano</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Feb 2008 13:06:30 +0000</pubDate>
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		<description>Biagio, però la vita comincia dal momento in cui esiste un minuscolo esserino che riceve alimentazione dalla madre. E' il fatto stesso che dipende dall'alimentazione e non da altro, che ce lo fa definire vita. Perché se si potesse alimentare differentemente, sarebbe vita comunque, non dipendente dalla madre, che può, eventalmente decretarne la morte. Quindi - Ferrara a parte che fa le sue crociate paracule - non è una questione teologica.
Ti suggerisco anche un mio vecchio post sulla questione, se ti va
http://www.lucianogiustini.org/blog/archives/2005/12/laborto_spiegato_a_mia_figlia.shtml</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Biagio, però la vita comincia dal momento in cui esiste un minuscolo esserino che riceve alimentazione dalla madre. E&#8217; il fatto stesso che dipende dall&#8217;alimentazione e non da altro, che ce lo fa definire vita. Perché se si potesse alimentare differentemente, sarebbe vita comunque, non dipendente dalla madre, che può, eventalmente decretarne la morte. Quindi - Ferrara a parte che fa le sue crociate paracule - non è una questione teologica.<br />
Ti suggerisco anche un mio vecchio post sulla questione, se ti va<br />
<a href="http://www.lucianogiustini.org/blog/archives/2005/12/laborto_spiegato_a_mia_figlia.shtml" rel="nofollow">http://www.lucianogiustini.org/blog/archives/2005/12/laborto_spiegato_a_mia_figlia.shtml</a></p>
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