l’inciucio…

veltrusconi.jpg

Le cose, più o meno, stanno così. Berlusconi – un paio di mesi fa circa – passeggia per piazza san Babila a Milano; sale sul predellino di un’auto di lusso, scioglie la Casa delle libertà ridotta oramai ad un “ectoplasma” e fonda in fretta e furia un suo personalissimo partito (manco ricordava il nome che aveva scelto per la creatura). Gli alleati – per usare un dolce eufemismo – s’incazzano. Volano paroloni. La destra si spacca. Berlusconi, da par suo, non lesina minacce: senza di lui, loro – gli (ex) alleati, dico – non contano un cazzo (ebbe, più o meno a dire) ché lui può distruggerli politicamente come e quando vuole. I due colonnelli sanno che quelle del Cav. non sono vane minacce. Lo scenario che s’andava delineando prevedeva due sole alternative: o Fini e Casini facevano saltare in aria la carriera politica di Berlusconi, o Berlusconi li avrebbe politicamente polverizzati – e questa era una benevole alterativa alla seconda opzione – riducendoli alla funzione di cognolini al guinzaglio. Sappiamo come sono andate le cose…
Congeliamo, però, questo scenario e ragioniamo sulla cosa. Cos’è che l’elettore medio del centro-sinistra poteva immaginare di fronte a tale situazione politica? Qual’era la strada percorribile – tatticamente auspicabile – per i dirigenti del centro-sinistra? Banale: provare un accordo con la destra non-berlusconiana. Il sillogismo era semplice e suonava più o meno in questi termini: Fini e Casini devono annientare politicamente Berlusconi (premessa maggiore); il potere di Berlusconi sta tutto nell’anomalia del monopolio televisivo e del conflitto d’interessi (premessa minore), ergo centro-sinistra e destra non-berlusconiana s’accordano per una legge anti-trust sulle televisioni private e una legge sul conflitto d’interessi (conclusione). Punto. Con questa destra non-berlusconiana, poi, al termine di questo (chiamatelo come cazzo volete) inciucio si poteva (anche) concordare una nuova legge elettorale che avrebbe sostituito la vigente “porcata”. Semplice, lineare… direi banale. Infatti. La cosa, però, era talmente banale per il sofisticato realismo politico dei dirigenti sinistrorsi allora al governo, che si pensò – e qui c’è tutta l’astuzia di questi neo-taoisti della politica – ad un accordo, sì… ma con Berlusconi: se vuoi sconfiggere il tuo avversario – avranno pensato quei volponi – favoriscilo sempre e comunque, soprattutto quand’è in difficoltà. L’accordo, comunque, sembrava esserci; s’era ad un passo dalla realizzazione, quando – sorpresa! – Berlusconi fece saltare i tavoli: niente accordi sulla legge elettorale se non si sarebbe annientata “la Gentiloni”.
Sorpresa? Ma quando mai. Del resto lo sanno tutti che al Cav. interessa solo l’impunità e il monopolio sulle tv private. E anche se la legge Gentiloni è poco più che acqua fresca fa sempre figo denunciare – soprattutto in campagna elettorale – un esproprio da parte degli avversari politici; torna comodo farsi passare sotto un attacco ad personam. Insomma oramai la questione dovrebb’essere chiara: l’anomalia berlusconiana è cosa comoda per entrambi gli schieramenti, quelli (genericamente parlando) di destra e di sinistra: i primi la usano per denunciare soprusi gli altri per rinfacciarla a chi l’esercita. Cosa c’attende dopo il voto? Un inciucio tra le parti. E se accordo ci sarà – come ci sarà –, dovrà essere al ribasso. Per la democrazia, s’intende.
(E poi mi chiedono perché annullerò il mio voto… )

Share and Enjoy: These icons link to social bookmarking sites where readers can share and discover new web pages.
  • del.icio.us
  • Reddit
  • Spurl
  • Digg
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • OKnotizie
  • Technorati
  • Segnalo
  • YahooMyWeb

2 commenti

  1. Pubblicato 3 Marzo 2008 alle 13:01 | Permalink

    Interessante.
    Io aspetterei le urne. Secondo te se il beloccio di Casini va fra il 7 e il 10 come si augura non cambiano un po gli scenari?

    Forse va dicendo in giro che è tutto già scritto per spostare un po di voti su di Lui. E stessa cosa dice Bertinotti.

    IMHO le due ali centriste ed estremiste raccoglieranno consensi. Più di quelli che Valter e Silvio immaginano.
    Quindi, qualche sorpresa ci sarà. Oppure no

  2. Pubblicato 3 Marzo 2008 alle 17:13 | Permalink

    Gigi,
    una cosa è certa: i voti del “centro” (i sondaggi parlano di una forbice tra il 7 e il 10 per cento) non saranno facilmente recuperabili – e questo proprio per la modalità con cui s’è consumato il divorzio – alla logica berlusconiana. E questo spiega gli attacchi insistiti del leader a Casini. Il patto sottoscritto tra Casini e il gruppo Pezzotta-Tabacci-Baccini dimostra una certa vitalità del centro e la sua volontà di giocare una partita elettorale all’offensiva. S’intende, nessuno pensa che il partito post-democristaino riesca a mettere in discussione il duopolio Pd-Pdl, ma non c’è dubbio che esiste una fetta di opinione pubblica – più o meno ampia e, per il momento, difficilmente quantificabile – che guarda con qualche sospetto la marcia trionfale di “Veltrusconi” e che potrebbe essere tentata da una proposta moderata a patto che non si abbia la sensazione di un marcato retrogusto democristiano. Il sentiero è obiettivamente stretto, ma non si può mai sapere…

Scrivi un commento

La tua e-mail non sarà mai pubblicata o ceduta ad altri. I campi obbligatori sono contrassegnati con un *

*
*