Corre – è inevitabile – l’obbligo di un ringraziamento. Debbo, però, fare attenzione e prederla da molto lontano ché altrimenti sembrano vezzi tra zoccole nella sauna di una palestra. Ed io, credetemi, non sono tipo da fare queste cose.
Un po’ di anni fa io li facevo solo su segretissimi quadernetti, gli scarabocchi. Appunti, note (né più, né meno) prive di spessore senza neppure un grammo di presunzione pubblica. Un giorno, poi, mi capitò d’ascoltare una rassegna stampa. Su Radio Radicale. M’accorsi che mezzo inciso e un’allusione in una pausa, ma anche il semplice tono greve o leggero – ecco – potevano fare scrittura. Iniziai, così, ascoltando Massimo Bordin ad imbastire una mezza protesi di scrittura, più o meno, civile. Da allora, quasi ogni giorno, non posso fare a meno di ascoltare quella rassegna stampa e a quel modello – quello del direttore Bordin, dico – non smetto mai d’ispirarmi e, continuamente, traggo da lì spunti per un commento ma anche per un secco inciso. Stamani – per esempio – di cose interessanti il direttore ne ha dette tante; e tante son le cose che sono riuscito ad appuntarmi. Ma – e qui arrivo al punto – una chiosa proprio sul finire della trasmissione è stata davvero esplosiva: quasi uno schiaffo vigoroso su una faccia infreddolita. Merita d’essere trascritta. Tutta.
“Una vignetta ignobile – pubblicata da uno che non è nuovo a vignette ignobili – quella di Vauro che su il Manifesto prende di mira Fiamma Nirenstein. Lasciamo perdere il simbolo elettorale (che è quello della lista per la quale si è presentata): non c’è nulla da dire; lasciamo perdere la rappresentazione vignettistica che la paragona a Frankenstein; lasciamo perdere il buongusto di metterle adosso il fascio littorio. Ma c’è una cosa sulla quale la volgarità intellettuale di Vauro, probabilmente, nemmeno ha riflettuto: mettere nella vignetta che rappresenta un’ebrea in quanto ebrea la stella di Davide. Finezza, diciamo così, a cui solo Vauro poteva arrivare. Tutta la solidarietà a Fiamma Nirenstein per quest’ennesimo attacco dell’antisemitismo di sinistra. Si, certo, dell’antisemitismo di sinistra. Perché c’è anche questo. D’altro canto, come scrisse Sciascia a metà degli anni ‘70: «A un certo punto è entrata nella scena politica italiana, una nuova figura: dopo il cretino di destra – figura, peraltro, mai scomparsa – è comparso il cretino di sinistra». E Vauro è un eccellente rappresentante della categoria”.
Chapeau, caro direttore. Infinite grazie per tutto. Ma davvero.










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8 commenti
Non penso che Vauro sia un antisemita di sinistra, con questo non voglio dire che non ci sia l ‘ antisemitismo di sinistra; è nel suo stile vignettistico essere “brutale”, ma se si vuole vedere anche da un altro lato la cosa, si può pensare ce lo scopo di Vauro nella vignetta era , nel disegnare la stella di David, nel mettere in evidenza il forte contrasto tra l’essere ebrea di Nirenstein e l’appartenenza ad una formazione politica all’interna della quale una forte maggioranza(AN) presenta delle componenti antisemite.Poi se si vuole interpretare la vignetta in altro modo, è un altro discorso.
Essere “brutali” è un conto. La volgarità intellettuale è tutt’altra faccenda. La stella di Davide è simbolo ignobile se appuntato sulla casacca di un ebreo. Non ci sono né giustificazioni né interpretazioni.
Io invece trovo geniale la vignetta di Vauro.
Cordialità
M.Giacosa
Non stavo giustificando nessuno, il disegnare la stella di David potrebbe richiamare alla memoria orribili crimini, ma bisogno tener conto delle reali intenzioni del vignettista e del vignettista stesso. Resto convinto della onestà morale di Vauro.Anzi lo apprezzo perchè con le sue vignette che non sono per me volgari intellettualmente, ma dirette, fa riflettere molto.
Ho ascoltato anche io quella rassegna stampa ed ho avuto la nettissima sensazione contraria.
Un attacco a freddo (non ignobile, certo, ma fuori luogo in una “rassegna stampa”, Bordin non si è mai scandalizzato per berlusconate e tangentevoli dichiarazioni…legga di più e commenti di meno, verrebbe da dire) verso una vignetta.
Come le vignette sull’islamismo: tocchi un tasto e salta su tutto.
La protagonista della vignetta si è candidata con gli eredi politici (Ciarrapico è lì, Storace e iori non faranno maggioranza certo con Veltroni) e la vignetta sintetizza questa “mostruosa metaformosi” giocando sull’assonanza Frankenstin - Nirenstein del nome.
Nulla d’ignobile, solo riflessioni in punta di matita.
Vauro è un intellettuale coi “contro”. Non è buttata lì la stella di David, è voluta la cosa. La vignetta è perfettamente azzeccata a mio avviso. L’idea di usare Frankenstein poi, è davvero geniale: assonanza con il nome e stridenti contraddizioni (rese magnificamente dal concetto di “mostruoso puzzle”
.
Continuo a pensare che appuntare la stella di Davide sulla casacca di un’ebrea (in quanto tale) è cosa di cattivo gusto. Anzi, ignobile.
Secondo me l’intento di Vauro nel “appuntare la stella di Davide sulla casacca di un’ebrea (in quanto tale)” è semplicemente quello di precisare visivamente che la Nirenstein è ebrea.
Poi, forse, prima di sentenziare su sue ipotetiche intenzioni, si potrebbe anche provare a chiedere a Vauro il senso, no?
A me, nel dubbio, piace sempre pensare che il prossimo sia in buona fede, ma forse oggi non è più di moda.