Daily Archive for marzo 19th, 2008
«Sarà pure vero – ha dichiarato mons. Robert Sarah – che all’Angelus la parola Tibet non compariva, ma quando il Santo Padre invoca la pace e condanna le guerre, lo fa per tutto il mondo, anche se cita solo l’Iraq». Si sente da qui il suono aspro delle unghie che cercano un appiglio sullo specchio: l’arrampicata del chierico è davvero ardua ché uno, dopo ’sta dichiarazione, continua a domandarsi: si, ma perché citare l’Iraq e non (anche) il Tibet? «Occorre – risponde di riflesso il vescovo – essere prudenti, visti i delicati rapporti che si sta tentando di cucire tra Santa Sede e Cina, dove, è bene ricordarlo, ci sono milioni di cattolici e cristiani oppressi». D’accordo. La questione, si capisce, è delicata: è giusto esser prudenti. Ci mancherebbe. Ma adesso, dopo questa sua dichiarazione, i cinesi – anche quelli – sanno che quando il Santo Padre dice “Iraq”, intende dire anche “Tibet”. Ne converrà con me, a questo punto, che con la sua difesa d’ufficio lei, caro Vescovo, ha combinato un grosso casino. O sbaglio?
«Si è così profondi, ormai, che non si vede più niente. A forza di andare in profondità, si è sprofondati. Soltanto l’intelligenza, l’intelligenza che è anche “leggerezza”, che sa essere “leggera”, può sperare di risalire alla superficialità, alla banalità».

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