
Hai voglia a dire che è un modo per sdrammatizzare e per giocare insieme. Ad ascoltare certe sconcezze, davvero, ci si rimane prima sconvolti e poi sdegnati, ché – lo ricordava Sofri, stamani, su Il Foglio – uno pensa che solo nel 1976 un cantautore coi controcoglioni come Luigi Tenco s’ammazzo «come atto di protesta[,] contro un pubblico che manda[va] “Io tu e le rose” in finale [al Festival di San Remo]».










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