
«Ognuno è libero di credere o non credere in Dio. Ognuno è libero di rappresentarsi come vuole il suo Dio. La religione fenomeno collettivo è un fatto storico, psicologico e morale della più alta importanza. La religione dominante in Italia è il cattolicesimo. Noi non possiamo e non dobbiamo fare dell’anticattolicesimo; non possiamo e non dobbiamo scatenare accanto ai vecchi, nuovi motivi di divisione e di odio, che potrebbero avere ripercussioni fatali sulla compagine della nazione. Chi tra noi – lo sappia o no, se ne renda conto o no – è imbevuto di dottrine spiritualistiche deve lasciare ai formiconi del razionalismo e dell’anticlericalismo la fatica grottesca e inane di combattere le manifestazioni religiose e di bandire Dio dall’universo. [...] Posto dunque che noi non possiamo essere anticlericali alla vecchia maniera e che dobbiamo rispetto nei confronti delle manifestazioni religiose, bisogna riconoscere [...] il diritto di gridare ‘viva il Papa!’ [...]. Quello che non si può tollerare, né si deve, è l’altro grido di ‘viva il Papa-Re!’. Chi lo grida [...] dichiara implicitamente guerra all’Italia e non può lagnarsi se viene trattato come si trattano i nemici in guerra. [...] Popolari e cattolici devono guardarsi dall’esagerare. Rappresentano una parte notevole della nazione, ma non tutta la nazione».










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