in sintesi…


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In sintesi? In sintesi. Certi magistrati hanno definito infondate le ipotesi di reato avanzate da cert’altri magistrati contro Clemente Mastella. La sentenza di proscioglimento è chiara: «mancavano assolutamente i presupposti per l’iscrizione [nel registro degli indagati]». L’effetto pratico della vicenda ha fatto si che il partitino del ceppalonese si sciogliesse come “respiro dentro al vento” (Macbeth I,III,81) e che lui stesso – Mastella, dico – fosse tenuto fuori da questa tornata elettorale. Il tipo – sia detto per inciso – non ha mai raccolto la mia stima, ma è giusto che lo dica: sodomizzarlo così, pubblicamente, in cinquanta milioni di italiani, per il gusto di togliercelo dai coglioni, è stato a dir poco meschino.

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2 commenti

  1. Pubblicato 3 Aprile 2008 alle 20:53 | Permalink

    Attenzione!
    Questa vicenda è stata pesantemente annacquata, se non addirittura censurata dalla stampa: l’inchiesta di S. Maria Capua Vetere, per la quale il Ceppalonico si è dimesso dal ministero, è ancora aperta, anzi, spalancata.

    Per ora la sentenza del gip sul caso “Why not” non è stata depositata e l’unico a dire che il gip abbia detto “mancavano assolutamente i presupposti per l’iscrizione” è il Procuratore Generale, ma una frase del genere non spetta dirla al gip: semmai è il pm che stabilisce chi debba o non debba essere iscritto al registro degli indagati. Se davvero fosse così comincerei a interrogarmi sulla terzietà del gip. L’iscrizione di Mastella nel registro degli indagati nell’ambito di “why not” non solo era legittima, ma era un atto dovuto, in quanto un pentito del quale non ricordo il nome aveva fatto il nome di Mastella e aveva parlato del tipo di relazioni che intratteneva con Saladino. Poi, purtroppo, Libero è riuscito ad ottenere informazioni riservate e a pubblicarle compromettendo le indagini. Una faccenda complicata che meriterebbe un articolo a parte. Cmq, ci sono troppe ombre su questa inchiesta. Si risolverà in un nulla di fatto, ma anche senza sentenze di condanna è il caso di ricordare i fatti per quello che sono ed eventualmente trarre delle conclusioni.

    Per quanto riguarda l’inchiesta dei voli di stato al Gran Premio magari non è un reato, ma che sia andato a vedersi la formula 1 a spese dei contribuenti è appurato e, onestamente, non me la sento né di fare ammenda per essere stato meschino, né di rivedere la mia opinione sulla vicenda e sono convinto che il Ceppalonico dovrebbe almeno risparmiarci di fare la vergine violata sui quotidiani e in tv e ritirarsi dalla scena pubblica.

  2. Alfredo
    Pubblicato 4 Aprile 2008 alle 11:27 | Permalink

    In ogni caso, e non è giustizialismo(perchè la vicenda non mi quadra , soprattutto il ruole del procuraore gnerale di catanzaro), un Mastella al giorno (di meno) toglie il medico di torno

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