Daily Archive for aprile 5th, 2008

…il terrore della morte

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“Da sempre la Chiesa stava agendo in due direzioni opposte: da un lato presentandosi come arbiter super partes, propagatrice dei valori cristiani di amore, carità, uguaglianza, pace; dall’altro come nucleo fondamentale di un nuovo Impero, basato su strutture simili a quelle romano-barbariche ma retto da una filosofia, se così si può dire, del tutto diversa: la fede, che spiega la presa quasi magica della potenza ecclesiastica sulla mentalità italiana. La fede era decisamente superiore al divide et impera romano perché, per agire su questo mondo «falso» e «transitorio», ipotecava quello «vero», che sarebbe venuto presto e «per sempre». Nessuna idea, nessun concetto, nessuna filosofia aveva mai avuto lo stesso potere. [...] Il terrore della morte era attenuabile soltanto con una fiducia religiosa. La Chiesa, fatta di uomini che provavano le stesse paure, seppe sfruttare e amministrare bene la contingenza storica: se questo mondo era finito o era divenuto troppo difficile da sopportare, occorreva avere fede nell’aldilà [...]. Attraverso la fede dell’aldilà, la Chiesa consentiva agli italiani di ricominciare a sperare in un aldiqua, a patto di rispettare la sua legge. E per secoli e secoli, almeno fino all’inizio del Novecento, la grande massa degli italiani sarebbe stata certa del ruolo «salvifico» della Chiesa”.

Giordano Bruno Guerri, Antistoria degli Italiani

sabato, 5 aprile 2008…

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Per quel poco che di questo blog dovrebb’essere diario privato, ci tenevo a farvi sapere che da queste parti si festeggia la nascita di una “nuova” nipotina: Rosa.
Auguri, bella. Benarrivata.

la notizia di una guarigione inspiegabile…

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Sui miracoli di Rolando Riva: «13 aprile 1945. Rolando era un ragazzino di 14 anni [...] seminarista [...] arriva un gruppo di partigiani. L’odio contro la tonaca è rabbioso: “Ecco un futuro ragno nero”. [...] Decidono di farlo fuori. [...] il 13 aprile 2001, anniversario dell’uccisione del ragazzo, la notizia di una guarigione inspiegabile». Chi l’ha scritto: un grande scrittore, un grande giornalista o Antonio Socci?