Daily Archive for aprile 14th, 2008

0.4%

Giuliano_Ferrara_media.jpg


«Se abbiamo deciso di sottrarci all’ordine delle due grandi scuderie in corsa, quello di non parlare di questi temi delicati, è perché crediamo che esista un numero sufficiente di cattolici che ragionano a partire dalla loro fede in modo laico, e di laici che credono, a partire dalla loro ragione, in modo fervoroso e cristiano. »

Giuliano Ferrara, 12 aprile 2008

Ratisbona docet…

fungo+atomico.jpg

«Nel punto che è emblema dell’oscuramento dell’odio, invocherà Dio – leggo su Avvenire – perché le persone che l’hanno compiuto o che ne vogliono compiere di analoghi si convertano. Al mostruoso azzardo dell’odio risponderà con l’azzardo della preghiera. » L’articolo – se ci fosse bisogno di chiarirlo – si riferisce ai terroristi islamici, al prossimo soggiorno negli Usa di Ratzinger e all’“azzardo” a Ground Zero: Joe – m’è parso di capire – s’è messo in testa di pregare Dio per i terroristi islamici affinché questi, insieme al loro credo, ripudino quella violenza che – Ratisbona docet – sarebbe insita nella loro stessa religione. «Alla morte inflitta dai terroristi – scrive un estasiato editorialista di Avvenire –, risponde chiedendo non la loro morte, non la loro punizione, ma la conversione dei loro cuori». Speriamo – lo dico sul serio – che sua Santità si ricordi di leggere direttamente la rettifica al suo discorso ché altrimenti vuoi per un avverbio inopportuno o per un aggettivo un po’ irritante, conoscendo il tipo, qualche casino (di sicuro) combinerà e qualche nuovo martire cristiano – diononvoglia – andrà ad aggiungersi alla già lunga lista d’attesa… Bum!

il talento…


adorno.jpg

«Il talento non è forse altro che rabbia felicemente sublimata, la capacità di tradurre quelle energie che, un tempo, si esaltavano oltre ogni limite nello sforzo di distruggere gli oggetti che opponevano resistenza, in una contemplazione paziente e concentrata, e di essere altrettanto tenaci e implacabili nella ricerca del segreto degli oggetti come il bambino che, un tempo, non si dava pace finché non aveva strappato al giocattolo tartassato la sua voce lamentosa ».

Theodor Adorno, Minima moralia, 72