
«Non siamo riusciti a tradurre – leggo da Il Foglio – nel linguaggio di una competizione elettorale la forza di un dibattito culturale, civile, etico[...]. Il risultato delle urne è disastroso». È facile – dirà il lettore – mettersi, adesso, a maramaldeggiare su quel misero 0.4%. Facile, è vero, ma pur sempre inevitabile. M’astengo? Ma certo: non mi piace infierire. Ragiono – questo si – sui numeri ché quelli stanno li, imperituri e tetragoni pronti ad essere analizzati e interpretati per qualsiasi scopo. All’uopo. I dati sono ufficiali. Per fare un Veltroni ci vogliono 89 Ferrara; un Di Pietro ne vale circa 11. 22 Ferrara fanno un Bossi e per fare un Cavaliere, invece, ne occorrono 100. Sembra strano – e in effetti lo è – ma è la “democrazia”, anche se qualcuno preferisce chiamarla “inculata”.










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Un commento
La democrazia che ha fatto sparire gli estremi. Chi vivrà vedrà