una tantum…
Leggo da Repubblica.it: «Veltroni e il partito democratico hanno spazzato via dal Parlamento la sinistra comunista. [...] Un voto dato al Pd, e a Roma a Rutelli, sarebbe un sostegno verso il proprio carnefice ». La dichiarazione è di Maurizio Gasparri. Bisogna essere comprensivi: a tutti può capitare di dire una cosa giusta. Una tantum.
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Questo articolo è stato scritto da
Biagio, e pubblicato il
17 Aprile 2008 alle 11:07, archiviato in
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5 commenti
Più che una cosa giusta mi sembra un’ottima uscita per la campagna elettorale di Alemanno.
Per le elezioni si compete e che i voti si spostino da un partito all’altro fa parte del gioco democratico.
Se la SA ha perso voti è perché non è stata “competitiva” e gli elettori si sono spostati: è una normale dinamica democratica, non è un abigeato.
non so se hai notato, ma ho accuratamente tagliato la citazione nella parte che era spudorata campagna elettorale. Dici che la scelta di Walter non ha contribuito – almeno in parte – a decimare SA? Io non ne sono tanto convinto.
Capisco il tuo punto di vista e in linea di principio condivido (con un ghignetto sulle labbra).
Ma certa sinistra è SOLO per 5 anni scomparsa dal Parlamento, poi non è detto e comunque su molto territorio deve governare col PD: perché non a Roma? Si ricomincia dal territorio e dare il voto ad Alemanno non sarebbe il massimo…
@Biagio
No, non dico che la scelta del PD non abbia contribuito, ma non lo trovo un gesto da biasimare.
Se non ci si coalizza, si compete.
Mi spiace non vedere più la sinistra in parlamento, ma anche loro (non) hanno fatto la loro parte: si sono spaccati in minuscoli gruppetti per via di insignificanti differenze “teologiche”, hanno fatto una campagna elettorale scadente e non hanno dato una risposta convincente ai problemi dell’elettorato. Che poi il voto di sinistra si sia polarizzato sul PD è anche il risultato della decisione di Walter e della legge elettorale, ma non è corretto dare del carnefice a Veltroni perché le sue legittime scelte elettorali hanno comportato conseguenze alla sinistra estrema. Cosa avrebbe dovuto fare altrimenti? Coalizzarsi con i comunisti nonostante le divergenze?
ma a me pare di ricordare che la scelta di “correre da soli” fosse, come dire, funzionale all’eliminazione dei piccoli partitini. «O con noi o v’annichilite» era, più o meno, il nucleo della faccenda: a conti fatti, col senno di poi, facendo squallida dietrologia (…vabbè ci siamo capiti) pare sia l’unica cosa riuscita al Pd.