Archivio per giorni: 21 Aprile 2008

chiunque…

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“Chiunque [...] ostenti emblemi o simboli propri o usuali delle organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi di cui all’articolo 3 della legge 13 ottobre 1975, n. 654, è punito con la pena della reclusione fino a tre anni e con la multa da lire duecentomila a lire cinquecentomila”.

art. 2 - legge n. 205 del 25/06/1993
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come gregge al pascolo…

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La locandina sembra quella di un kolossal americano: faccia del protagonista su un lato, sullo sfondo un particolare dell’ambientazione, colore caldo e intenso a risaltare i particolari, titolo, nomi degli attori e orari di proiezione. Mancano pochi giorni per prenotarsi: i ben informati dicono, con una certa soddisfazione, che la fila sarà bella lunga: seicento visitatori all’ora! Il tempo necessario per buttare uno sguardo sommario ai resti putrefatti del santo, per valutarne sommariamente il grado di decomposizione e poi via.
Vista in filigrana insieme ai macchinosi dati dei flussi elettorali, quella della
visita alle frattaglie del santo mi sembra possa essere un’immagine più che attuale dell’Italia di oggi fatta (anche) di gente intellettualmente fragile, facilmente ricattabile sia umanamente che politicamente; gente ostinatamente arroccata, contro ogni evidenza e contro ogni conoscenza razionale in quella fragile meringa della propria identità e (quindi) nel proprio credo; senza dubbi e – questo mi pare ancora più grave – senza alcuna alternativa da provare per il gusto di migliorarsi. Una fila macabra – seicento visitatori all’ora – che parecchi considereranno suggestiva e poetica (ché per molti è suggestivo e poetico sprofondare in massa nei molli abissi arcaici del nostro paese) ma che io – come spero anche molti credenti – considero, invece, di una infinita e acuta tristezza. Un’immagine dell’Italia di oggi – lo dicevo prima – che suggerisce una semplice e pacata riflessione che è di pancia e di parte, certamente, ma pare – almeno a me – molto calzante: ci si può aspettare non dico qualche cosa di buono ma almeno un serio cambiamento da un popolo che freme e brama per venerare una salma? potrà mai cambiare un paese che s’ammassa in fila – come gregge al pascolo – per scorgere su di un corpo cavato da sotto terra i cambiamenti che, inesorabilmente, il tempo, i vermi e le muffe hanno provocato?

disse la vacca al mulo…


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Giuliano Ferrara, rispondendo ad un lettore, commenta sarcastico la notizia di Capezzone portavoce di Berlusconi. Nella sua letteruzza, infatti, il lettore de Il Foglio, assai perfidamente, cita un paio di dichiarazioni – con tanto di data – nelle quali l’ex segretario dei Radicali ha dato a Berlusconi del matto o del cialtrone e Ferrara, di punta ma pur “senza rancori”, attacca la risposta con un “[t]utti hanno diritto a una fetta di torta. Ma qui si esagera un poco, detto senza niente di personale…”. Si esagera? Certo che si esagera. Soprattutto se si pensa che a sottolineare l’incoerenza di Capezzone (e del cosiddetto “ Grande Anarca”) sia un trasformista della politica come Giuliano Ferrara.