
Ogni volta che tento una bella conversione alla don Rodrigo, accade – la cosa, mi raccomando, rimanga tra di noi – qualcosa che me ne svia (segno evidente – ne converrete – che la cosa “non s’adda fare”). Stavolta è stata un’intervista a Claudia Koll andata in onda, una di queste sere, o da Enrico o da Bruno (forse). Ascoltavo la convertita e ne miravo i lineamenti (e i cambiamenti – e che cambiamenti!) e mi chiedevo se poi, a conversione avvenuta, non avessi parlato anch’io a quel modo, con gli occhi spalancati, la faccia intristita, la voce estasiata… Insomma, questa volta, mi son posto un problema di stile e, liberatoriamente, indiscutibilmente e perentoriamente ho mandato la conversione (e la convertita) a cagare. In un certo qual modo, stavolta, ho avuto culo.










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17 commenti
La conversione è quotidiana. Non credo sia necessario che una donna non si trucchi più per dimostrare che è innamorata di Gesù. Però non mi è sembrata triste.
e io vi dico che è la persona più felice di questo mondo
…sarà. Ma la preferivo in versione evil!
Beh…dipende con cosa la si pensa.
…a prescindere, gibo.
Naturalmente.
Gibo , ma conversione a che?
Il solito mangiapreti a tradimento, nevvero vekkio raucci?
Non è poi ke sul letto di morte farai come Guttuso?
fanculo, Serpico.
Questo sito è eretico e contro la morale comune
Può essere un semplice cambiare idea. A volte capita
fanculo.
Perdonami Biagio,
se increspo il tuo lineare e dotto blog, ma la conversione x antonomasia del capolavoro manzoniano è quella dell’innominato.
Quella di Don Rodrigo se vogliamo è un poco interessata, più simile al pentimento del condannato a morte, alla Guttuso x l’appunto di serpicana menzione (ops… spero non me ne vorrai se cito una spina al fianco del tuo blog).
Così per la stessa ieratica Claudia, convertita alle porte di Gerusalemme non certo per necessità, convenienza od opportunità bensì da disinteressata ed originale vocazione.
Perdonami per la chiosa che ineluttabilmente censurerai, ma se il sentimento religioso è opinabile da chiunque non altrettanto le dotte citazioni.
Lei, caro Galleggiante, non increspa un bel nulla ché qui non si citava né tantomeno si mirava, assolutamente, alla conversione “per antonomasia”. Figuriamoci.
Mi aspettavo l’ennesimo fanculo. Forse hai premiato la dialettica?
Non esiste la conversione a Cristo per antonomasia.
Non è affatto eretico questo sito.
Rischiavo d’essere monocorde e, credimi, non sopporto ripetermi.