Archivio per mese: Aprile 2008

il fedele è così…


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Continua, incessante, il martellare mediatico attorno alla salma del santo del Gargano: giornali e tv ne stanno parlando a sbafo in questi giorni. Tanta è l’attenzione che s’è creata, che financo Berlusconi ha avuto modo di dire la sua – sbottonandosi non poco – sull’evento: segno che i sondaggi delineano schiaccianti consensi (cifre bulgare, direi) attorno all’argomento. E così, da diverse angolature, seppure sottovuoto e ficcato in una teca di vetro, l’abbiamo visto più e più volte, il santo. Cioè, abbiamo finto di vederlo ché i piedi erano coperti da calzari, le mani da mezzi guanti, il corpo da un saio, la faccia da una maschera “di silicone” (sottolineano gli attenti cronisti) e il capo da un cappuccio. Insomma, l’ostensione del santo corpo del cadavere non c’è stata ché quello li – diciamocelo francamente – pare un manichino disteso in una bara trasparente. Ma i fedeli pellegrini sono comunque eccitatissimi. Accorsi in massa, a loro non interessa che i brandelli mortali del Santo non si scorgono affatto; stremati dalla fatica fisica da estenuanti file, schiaffeggiati dal vento, accaldati dal cocente sole, restano impassibili, ordinati e mansueti pur di avere il privilegio di sfilare, per un attimo – una frazione di secondo, dico – davanti al catafalco col manichino. Il fedele è così: ama farsi prendere per il culo e gode ad esser trattato come una bestia.

mancu ce trasu…

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«O Lola ch’ai di latti la cammisa
sì bianca e russa comu la cirasa,
quannu t’affacci fai la vucca a risa,
biatu cui ti dà lu primu vasu!
‘Ntra la porta tua lu sangu è sparsu,
e nun me mporta si ce muoro accisu…
E s’iddu muoru e vaju mparadisu
si nun ce truovu a ttia, mancu ce trasu. »
(tratto dalla Cavalleria rusticana, O Lola)

Fuori dal contesto – sia detto per inciso – la citazione non significa un cazzo. Però, bisogna ammetterlo, il bloguzzo ci fa la sua porca figura.

25 aprile…

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«Il fascismo fu una dittatura temperata dall’inosservanza delle leggi. »

Leo Longanesi

rialzati, Italia!

ITALY

[ * ]

anche se siamo Italia…


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In sintesi: una coppia di anziani coniugi viene barbaramente uccisa nella loro villa di Lugagnano di Sona, nel veronese. Dura – riportano i giornali – la reazione del sindaco, Gualtiero Mazzi, della Lega Nord (non è un’aggravante, ma di certo non può essere considerata un’attenuante), secondo cui «in casi del genere non escluderei la pena di morte anche se siamo Italia, il paese del Papa». Parrebbe, a seguire il fine argomentare del leghista, che l’unico ostacolo all’applicazione della pena capitale in italia stia tutto nella presenza del papa tra i confini nazionali. Possibile – mi chiedo – che non ci siano altre ragioni per condannare l’infame pena? Eppure basterebbe ricordare al devoto sindaco leghista (e a chi come lui la pensa) che la pena di morte è stata ufficialmente cancellata dalla Legge fondamentale dello Stato Vaticano solo (e sottolineo solo) nel 2001 e che – leggo dal Catechismo della Chiesa cattolica, al numero 2267 – “l’insegnamento tradizionale della Chiesa non esclude, supposto il pieno accertamento dell’identità e della responsabilità del colpevole, il ricorso alla pena di morte”.

unica definizione…

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Bacio dell’anello ai capi-mandamento, internamente organizzata sulla base di un rigido sistema gerarchico composto da gregari di diverso livello, affiliazione con rito, vincolo dell’obbedienza, riscossione di un pizzo in cambio di un’indulgenza, fortemente radicata sul territorio, minaccia di perdizione per chi ne esce. Toglieteci la coppola e metteteci la berretta e, se volete, all’occorrenza, sostituite “amen” con “minchia”: unica definizione per due realtà molto affini.

…“è non solo inquietante ma pure tragica”

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«Le notizie svendute ai lettori – scrive, stamani, un ispirato Volontè –, questa malsana idea che bisogna educare i bambini alla omosessualità, a vivere nelle incerte condizioni di famiglie allargate, poi, una volta cresciuti, a scegliere di non avere figli e a essere fedeli, grazie ai corsi del Comune, è non solo inquietante ma pure tragica». Chioso, se permettete, parafrasando il titolo dell’articolo: a furia di sniffare incenso uccidiamo i neuroni.

Il piccolo Francesco…


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Immaginate che Francesco – vostro figlio – sia sempre taciturno, schivo, introverso, non ami giocare coi suoi coetanei, di notte sogna il diavolo e che – siamo già verso i nove anni – lo sorprendete a flagellarsi la schiena con una catena. Immaginate che il bambino sia attratto ossessivamente dal “sistema pilifero” di Padre Camillo da Sant’Elia a Pianisi: “La barba di fra Camillo – avrà modo di dirvi – si era ficcata nella mia testa, e nessuno mi poté smontare”. Che il piccoletto abbia febbri continue, spesso oltre i 40°C, intervallate con continui malanni respiratori e intestinali. Che vi chieda, in continuazione, di ripetergli la storia delle stimmate di San Francesco e che a sentirsela raccontare vada ogni volta fuori di testa, come in trance. Che lo trovate spesso gonfio come un pallone, pieno di lividi e tagli e, a domanda, la risposta sia: «L’altra notte la passai malissimo; quel cosaccio da verso le dieci, che mi misi a letto, fino alle cinque della mattina non fece altro che picchiarmi continuamen­te. [...] Credevo proprio che fosse quella propriamente l’ultima notte di mia esistenza; o, anche non morendo, perde­re la ragione. Ma sia benedetto Gesú che niente di ciò s’avverò. Alle cinque del mattino, allorché quel cosaccio andò via, un freddo s’impossessò di tutta la mia persona da farmi tremare da capo a pie­di, come una canna esposta ad un im­petuosissimo vento. Durò un paio d’ore. Andai del sangue per la bocca». Che su un tema in classe, a quindici anni, leggiate: “Oh, se fossi re, combatterei prima di tutto il divorzio, da molti cattivi desiderato, e farei sì che il sacramento del matrimonio fosse maggiormente rispettato… Io cercherei di illustrare il mio nome col battere sempre la via del vero cristiano; guai poi a coloro che non volessero seguirla. Li punirei subito o col metterli in prigione o coll’esilio, oppure con la morte“. Immaginato tutto? Fatto? Bravi. Adesso – mi pare lecito – la domanda è: voi, da genitori, che fareste? Ricovero? Psicoterapia? Esorcista? Col cuore in mano, credetemi: qualunque cosa decidiate di fare siete in errore. Per carità di Dio, fermatevi! Mi raccomando. Ché con un po’ di culo, qualche goccia di acido fenico puro e l’interessamento in alto loco avrete un autentico santo in famiglia. E sai quanti soldi?

rialzati, (Al)italia…

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Uno guarda in che paese vive, e o ride o (il più delle volte) piange.

di imbecilli è pieno il mondo…

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Di imbecilli è pieno il mondo, come del resto dimostrano molte cose italiane: non faccio difficoltà a credere che almeno uno di questi imbecilli capiti su questo bloghetto, legga e lasci pure un commentuzzo saccente e merdosetto del tipo: “Schiaritevi un pò le idee. Chi può decidere della vita altrui .. e chi della propria? Il termine propria, poi, vuol dire mia. Ma può essere mia una cosa che mi è stata data da Dio? ” e giù a consigliare pure un libercolo a suo dire illuminante. Direi all’imbecille: “Il tuo argomentare è vuoto come la tua testolina. Smettila d’imbottirti d’ostie e vedrai che sarai meno saccente e presuntuoso; poi tornatene a cagare, ché è quello il posto dove ho pensato di mandarti appena ho letto il tuo commento. Dimenticavo: invece di perder tempo a farti le pippe sul testo di Iacobelli comprati una grammatica italiana e studiatela. Bacini ”.