come le mosche d’autunno…

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«Fin dal mattino venivano chiuse imposte e finestre, e in quelle quattro stanzette buie i Karin vivacchiavano fino a sera, senza uscire, sconcertati dai rumori di Parigi, respirando con fastidio il tanfo degli scarichi e delle cucine che saliva dal cortile. Camminavano avanti e indietro da una parete all’altra, in silenzio, come le mosche d’autunno, allorché, passati il caldo e la luce dell’estate, svolazzano a fatica, esauste e irritate, sbattendo contro i vetri e trascinando le ali senza vita. »

Irène Némirovsky, Come le mosche d’autunno, Adelphi

fa parte della vita…

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«Skinhead è un modo di vivere la vita, secondo uno spirito nazionalista», spiega il ventinovenne presidente del Fronte Veneto Skinheads, Giordano Caracini, in un’intervista al Corriere della Sera. «Noi – continua il presidente – concepiamo il combattimento, fa parte della vita. Ma tanti contro uno solo, mai ».
Cioè – a voler sintetizzare il pensiero dell’illustre testa di cazzo – la prossima volta, prima di organizzare un pestaggio (magari) mortale, sarebbe opportuno calibrare bene il numero dei partecipanti e andarci, che ne so, in due o, al massimo, in tre, ché così facendo si razionalizzano le risorse e la cosa diventa pure concepibile. Ma in tanti contro uno solo, mai: è uno spreco di persone davvero intollerabile. Eccheccazzo!

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