
«Fin dal mattino venivano chiuse imposte e finestre, e in quelle quattro stanzette buie i Karin vivacchiavano fino a sera, senza uscire, sconcertati dai rumori di Parigi, respirando con fastidio il tanfo degli scarichi e delle cucine che saliva dal cortile. Camminavano avanti e indietro da una parete all’altra, in silenzio, come le mosche d’autunno, allorché, passati il caldo e la luce dell’estate, svolazzano a fatica, esauste e irritate, sbattendo contro i vetri e trascinando le ali senza vita. »
Irène Némirovsky, Come le mosche d’autunno, Adelphi










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3 commenti
spero di non causare un altro bagno di sangue di totonno o’ capitone, ma manca la t nelle imposte
PS: è una cazzata? mah è come se avessi scritto asse al posto di tasse…
…oppure “tronzo” al posto di “stronzo”. Grazie per la segnalazione, Serpico.
E’ serpico? viva tonino!