come le mosche d’autunno…

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«Fin dal mattino venivano chiuse imposte e finestre, e in quelle quattro stanzette buie i Karin vivacchiavano fino a sera, senza uscire, sconcertati dai rumori di Parigi, respirando con fastidio il tanfo degli scarichi e delle cucine che saliva dal cortile. Camminavano avanti e indietro da una parete all’altra, in silenzio, come le mosche d’autunno, allorché, passati il caldo e la luce dell’estate, svolazzano a fatica, esauste e irritate, sbattendo contro i vetri e trascinando le ali senza vita. »

Irène Némirovsky, Come le mosche d’autunno, Adelphi
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3 commenti

  1. Pubblicato 7 Maggio 2008 alle 11:22 | Permalink

    spero di non causare un altro bagno di sangue di totonno o’ capitone, ma manca la t nelle imposte

    PS: è una cazzata? mah è come se avessi scritto asse al posto di tasse…

  2. Pubblicato 7 Maggio 2008 alle 16:06 | Permalink

    mah è come se avessi scritto asse al posto di tasse…

    …oppure “tronzo” al posto di “stronzo”. Grazie per la segnalazione, Serpico.

  3. gibo
    Pubblicato 7 Maggio 2008 alle 19:13 | Permalink

    E’ serpico? viva tonino!

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