«Come credenti non potremmo mai permettere che il dominio della tecnica abbia ad inficiare la qualità dell’amore e la sacralità della vita – ha detto Ratzinger, stamani, riaffermando con forza le posizioni dell’enciclica Humanae vitæ. Nessuna tecnica meccanica può sostituire l’atto d’amore che due sposi si scambiano come segno di un mistero più grande che li vede protagonisti e compartecipi della creazione. La trasmissione della vita è iscritta nella natura e le sue leggi permangono come norma non scritta a cui tutti devono richiamarsi ».
Ah, se chiamare stronzo qualcuno non fosse reato!










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12 commenti
Puoi sempre mandarlo affanculo: dolo la sentenza della Cassazione non è più reato (da lì è partito Grillo con i suoi Vday)
Per rimanere sulla questione io sono convinto che cercare di vietare il progresso medico sia sbagliato, farlo per motivi ideologici lo sia ancora di più ma, nonostante questo, penso che, per molte coppie, il farsi aiutare dalla scienza per riuscire ad avere un figlio non sia la cosa giusta. Meglio, per alcuni, non averne.
“non potremmo mai permettere che il dominio della tecnica abbia ad inficiare la qualità dell’amore e la sacralità della vita”
Da un lato uno si potrebbe chiedere :”Perchè vedere le cose in contrapposizione?”, dall’altro sono vicino al pensiero di Alberto:se una coppia non riesce ad avere figli , il ricorrere a tecniche e tecniche potrbbe essere un irrigidirsi un intesterdirsi. Una mia conoscente,dopo anni di cure e ricorso alle tecniche più disparate , quando oramai aveva perso ogni speranza ha avuo un figlio in modo naturale,questo ad esempio vorrà dire qualcosa?Ciò non vuole dire che il capo dell’istituzione Chiesa debba sentirsi in diritto di scagliare anatemi contro chi vuol far ricorso alla scienza
“La trasmissione della vita è iscritta nella natura e le sue leggi permangono come norma non scritta a cui tutti devono richiamarsi ”
Toh,chi parla di natura!, colui che rappresenta le persone più innaturali di questo mondo
“A cui tutti devono richiamarsi…”: il tipo è arrogante e presuntuoso. Mai sopportati né gli arroganti né i presuntuosi. Figurarsi gli arroganti e i presuntuosi.
L’infertilità è una malattia. Chi è infertile e desidera avere un bambino soffre per se e per il suo partner: colpevolizzarlo è cosa crudele, impedirgli di (ma anche ostacolarlo nel) ricorrere alle tecniche di fecondazione medicalmente assistita lo è di più. Quando i radicali coniarono lo slogan “no vatican no taliban”, lo reputai un po’ esagerato perfino come slogan. Ero in errore. Non passa giorno che questi signori con la gonna… - basta, nessun commento.
Ma forse sono in errore anche questa volta: non è lecito all’uomo capovolgere le leggi di Dio e della natura con artifizi tecnici che stravolgano il senso dato dalla Creazione a organi, apparati, funzioni (”La bocca mi hai dato, o Signore, per respirare” – Salmi), nella malsana convinzione illuminista di poter fare di noi stessi ciò che ci pare. Cosa stiamo facendo, dove ci stiamo spingendo? Generare senza che il cazzo penetri la fica come sta scritto sulla Bibbia e - addirittura - respirare attraverso un buco fatto nel collo (Wojtyla docet)? No alla fecondazione medicalmente assistita e - ovviamente - basta, basta, basta tracheotomie.
…dice un cazzo. È un esempio (uno solo) a cui potrei contrapporre quello di altre mille e più persone che, purtroppo, non hanno avuto la stessa gioia. La tecnica è un opportunità in più che si offre a chi, purtroppo, vive con estremo disagio la sua malattia che, nella coppia, costringe all’infelicità anche l’altra persona.
Anche se poi la situazione non evolve in una nascita naturale, secondo il mio pensiero, va bene ugualmente.
Io non dico, come afferma Alfredo, che è meglio aspettare che poi, forse, dopo il figlio arriva.
Io affermo che spesso gli ostacoli al concepimento (che sono spesso malattie) sono principalmente causati da altri disagi che non vengono minimamente risolti se prendi una pastiglietta che rivitalizza gli spermatozoi o un altra che rende gagliardo un ovulo.
In questa ottica il progresso medico dovrebbe essere utilizzato con più criterio: meglio concentrarsi sul curare le cause (esempio il disagio psicologico) piuttosto che i sintomi (infertilità)
Fortuna (si fa per dire) che le leggi naturali, per quest’omino e per i suoi scagnozzi, si fermano alla genetica e alla sociologia. Al momento, per dire, gli ingegneri hanno libertà di ricerca: l’aerodinamica – per esempio – non preoccupa ancora la teologia, dunque manco la morale ché, metti caso, a qualcuno di loro venisse in mente di ostacolare quel filone di ricerca (ché l’uomo non è mica detto che deve volare) sai che risate. Insomma, e qui completo la risposta per Alberto, da relativista convinto preferisco che siano gli specialisti (chi dedica anni e anni di serio studio, dico) a stabilire – in scienza e coscienza, come recita il famoso giuramento – cos’è che sia “bene” per un coppia ipofertile: libertà di scelta su come (e se) curare. Senza paletti culturali dettati (e, soprattutto, leggi ispirate) da presunte “leggi naturali”.
L’atto d’amore però non è male…ed è bello pensare che sia creativo. In tutti i sensi. Per chi non ha questo dono credo sia difficile e faticoso, fonte di stress a volte (conosco delle donne nella situazione) raggiungere lo scopo con “tecniche meccaniche”.
Credo che affermando il primato della natura il papa ribadisca la via più serena per l’uomo lsciandolo libero comunque di agire secondo coscienza.
Gibo: il papa non lascia libero proprio nessuno.
Se sei un cattolico praticante non sei libero di scegliere su temi etici come questo ma devi seguire i dettami della chiesa (e il papa mi risulta essere un pezzo grosso no?)
Se non lo sei allora sei libero di scegliere ma non certo grazie al papa ma solo grazie la tuo sforzo di mantenerti libero non abbracciando preconcetti morali di altri.
Se si affermassero semplici indicazioni di opportunità sarebbe un altro discorso ma su molti temi la chiesa non mi risulta che suggerisca: ordina!
Credo sia condivisione.
Non mi sento affatto obbligata ad obbedire. ne è la prova il fatto che nonostante la Chiesa “ordini” la messa domenicale, le chiese siano disertate da un sacco di gente bettezzata.
E l’Eucarestia dovrebbe essere il culmine della vita cristiana. Credo sia una questine di relazione con la Trinità primariamente, poi con il papa.
Siamo liberi. Lo ribadisco.
Chi si sente schiavo è un po’ come il fratello maggiore della parabola
@Alberto: hanno la loro verità, sono convinti che sia l’unica possibile per tutti (non a caso “cattolico” viene da katholikòs ovvero universale) e, con le buone o con le cattive (dipende dal momento storico), tendono ad imporla. È più forte di loro; potremmo dire che è la loro mission. E per questa missione sono disposti a morire, spesso – sia ben chiaro – solo a parole, fatta eccezione per quelli più fanatici e ispirati che finiscono, alla fine, per rimetterci la pellaccia quando rompono il cazzo a quelli fanatici almeno quanto loro. Dicono di non sentirsi schiavi e in effetti è così: si schiavizzano da soli. Qualche numero: in Italia 7 medici su 10 sono obiettori (in Basilicata si arriva al 90%). E ho detto tutto…
Guarda i costi delle prestazioni e capirai perchè sono così tanti gli obiettori.
Non sono schiava di nessuno. semmai figlia.
Non credo proprio che nel 2008 tu possa parlare così.
Vorrei che facessi un giro nella mia parrocchia…
I fatti ti danno torto. Purtroppo.
Mi spiace. Ma credo che tu veda una Chiesa diversa dalla mia. A volte vorrei che i credenti avessero lo spirito critico che hai tu. Mi sembri persino ottimista riguardo alla capacità di persuasione dei credenti. Poi tanto è Dio che converte il cuore…