
In base a quanto stabilito dalla sentenza del 21 febbraio scorso emessa dalla Corte Europea dei Diritti Umani «dal Ministero dell’Interno dovrebbero essere inoltrate diffide alla Conferenza Episcopale Italiana (CEI) affinché si astengano dall’esercitare simili pratiche [ ovverosia la benedizione delle case da parte dei preti della Chiesa cattolica durante il periodo pasquale], con minaccia di azioni legali per il ristoro del danno derivante dalla lesione del diritto di libertà religiosa» (sentenza del 21.02.2008).
Il Presidente dell’Association pour la Fondation Europa (AFE), Giorgio Salina, intervistato da ZENIT commenta: «questa sentenza, così come il recente pronunciamento del Consiglio d’Europa sul diritto all’aborto sicuro e gratuito confermano un progressivo cedimento alla deriva relativista e un subdolo tentativo di legiferare attraverso la Magistratura, eludendo i limiti di competenza di ciascun organismo». E ancora: «non vi è dubbio che la convergenza di Deputati europei appartenenti a diversi gruppi politici, gli intergruppi Gay e Lesbiche e analoghe Organizzazioni europee, potenti lobby come Catholics for the free choice, determinano una forte pressione relativista nelle varie Istituzioni».
Sembrano toni miti [*], ma appena oltre le gengive c’è la lingua del furioso reazionario.
«I Paesi che ancora devono ratificare il Trattato di Lisbona, come l’Italia, escludano – suggerisce Salina – l’accettazione della Carta dei diritti fondamentali, rifiutandone la prevalenza sulla propria legislazione, e la prevalenza di tutte le artificiose sentenze ad essa collegate».
Sembravano toni miti, nevvero?
[*] colpa dell’algesia da ustioni al culetto.










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