Daily Archive for giugno 6th, 2008

basta il pensiero…

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«Il Cavaliere – leggo dal sito de la Repubblica – ha regalato una croce da pettorale, in oro tempestato di diamanti e topazi, raffigurante episodi della storia della Chiesa. Benedetto XVI ha ricambiato con una penna commemorativa dei 500 anni della basilica vaticana».
Quando si dice basta il pensiero, nevvero Joseph?

Appunti…

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«Stando a quanto dice il Genesi all’inizio, dove la Santissima Scrittura tratta dell’origine del mondo, risulta che a parlare prima di tutti è stata una donna, cioè Eva [...]. Tuttavia, benché nei testi si trovi che per prima ha parlato una donna, è più conforme alla ragione ritenere che sia stato l’uomo a parlare per primo, ed è sconveniente non pensare che un atto così nobile del genere umano sia sgorgato prima dalle labbra di un uomo che da quelle di una donna». Chi parla non è un predicatore misogino assatanato di sessuofobia – uno dei tanti padri della Chiesa, tanto per capirci – ma nientemeno che il sommo Dante (De vulgari eloquentia, cap. IV, trad. Mengaldo). Stupiti? Tranquilli, non è tutto ché – ed è questa cosa assai sconcertante – a legger il testo biblico, in verità, si scopre che a parlare per primo è stato davvero Adamo (Gen. 2:20). Pare, insomma, che Dante fosse così preoccupato – ossessionato, direi – che una donna avesse potuto parlare per prima che era financo disposto a cambiare la Bibbia! E stiamo parlando – lo ripeto – di Dante, cioè di un padre e un marito quasi esemplare (oltre che d’un amante ideale). Figurarsi gli altri!
Il guaio è che
la tradizione ha una forza così profonda che, per giustificarla, si è disposti a tutto.

in hoc signo vinces…

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«L’attività del governo non può che compiacere il Papa e la sua Chiesa. Noi rappresentiamo il partito dei popoli europei. Siamo a favore della Chiesa, crediamo nei valori della dignità umana e nel rispetto degli ultimi. Siamo sullo stesso piano in cui opera la Chiesa. »

Silvio Berlusconi, 06.06.2008

artista. Ma solo per brevità…

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«Non si può dire “Berlusconi mi piace o non mi piace”. È un atteggiamento quanto mai semplicistico e un po’ rozzo. Io argomento semplicemente il fatto che, rimanendo un uomo di sinistra ma che alla sinistra non “appartiene” – nel senso che verifica giorno per giorno quanto questo essere di sinistra sia suffragato dai fatti, e finora non ho mai avuto smentite – dico che se il centrodestra ha vinto le elezioni con tanta larghezza di voti, se più di metà del Paese ha votato compatta per i suoi rappresentanti, non possiamo considerarli dei barbari che vengono e ci torchiano e quindi aspettarci cinque anni di cupa controriforma. Dobbiamo sperare e cercare di cogliere quanto più possibile dei lati di positività in quello che faranno. » (da Omnibus, 05.06.2008)

È De Gregori, capitelo, deve pur vendere il suo ultimo disco.