
È tutto scritto qui, nero su bianco, a pagina 7 del Corriere del Mezzoggiorno di sabato 28 giugno. Titolo: “Preti picchiati all’oratorio, avevano sgridato un bimbo”. La dinamica dell’accaduto è cosa assai banale; poche battute e ve la riassumo tutta. A Gianturco (Napoli), nella Parrocchia della Sacra Famiglia, un prete – tale padre Rosario Avino – ha sgridato un ragazzino (il chierico, in verità, ha anche preso il fanciullo per la maglietta e l’ha spinto) la cui colpa – la colpa del ragazzino, dico –, è stata quella di non voler giocare insieme agli altri dell’oratorio. Il ragazzino, mi pare di capire, se n’è subito lamentato col babbo che, incazzato anch’egli come un toro, è andato a chiedere ragioni al prete. A quanto pare gli animi si sono subito accesi – provate voi a calmare un toro incazzato come un babbo– e il pretuzzo, vista la mala parata, ha chiamato un altro prete in soccorso.
Il babbo del ragazzino chiama anche lui i rinforzi – ché due preti sono molto di più di un solo laico incazzato. E così la cosa ha preso toni fortemente passionali – dapprima viola poi un deciso rosso sangue – e da uno strattone s’è passati ad un pugno, qualche schiaffo c’è pure scappato, uno sputo, qualche parolaccia… mantieni ad uno, schiaffeggia ad un altro… insomma i laicisti, alla fine, hanno fatto il culo a tarallo ai chierici, scommandoli di sangue.
La cosa – manco a dirlo – ha indignato, e di molto, l’intero paesino: trecento pie anime sono scese in piazza, torce alla mano, per solidarizzare con i due religiosi. [Anche i giornalisti, in realtà, hanno, in massa, solidarizzato con i chierici: per un Sepe intervistato, sostenuto a gran voce da altri don in gonnella, non c'è stato un solo picchiatore laicista – uno solo, dico – che ha potuto esporre le sue ragioni: è venuto a mancare, come al solito, il contraddittorio.]
Intervistato sull’accaduto, don Tonino Palmese la butta sul relativismo: «il clima di violenza generalizzato che ci circonda [...] fa sentire tutti autorizzati a rispondere con la sopraffazione a qualunque fatto che possa essere avvertito come tale (in questo caso il rimprovero al bambino)». Al di là delle fini argomentazioni che chiunque potrebbe ricamare sull’accaduto, la cosa a me pare, davvero, di una banalità disarmante. È legge naturale, non ci sono cazzi che tengono: a violenza (anche se esercitata per nobili fini pedagogici) si è soliti risponde con altra violenza.











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6 commenti
Per me fanno schifo tutti e due
OASI NEL DESERTO
… il prete, oltre al figlio dell’energumeno, ha “spinto” anche altri bambini per invitarli a prendere parte ai giochi… solo che i genitori degli altri sono andati a baciargli la guancia percossa e a stringergli la mano per fargli sentire la loro solidarietà: significherà qualcosa?
Per me voi tutti non avete capito niente
Sapete cosa significa tenere a bada 350 ragazzini? sapete cosa significa vivere in un quartierie popoloso e popolare di Napoli dove ci sono all’incirca 15.000 anime, come il rione Luzzati?sapete cosa significa farsi “il culo a cappella”, e lavorare e lottare ogni giorno per affermare ed insegnare la legalità e il vivere civile a bambini e giovani che vivono in famiglie disastrate? sapete cosa significa insegnare il rispetto reciproco, il rispetto della libertà altrui???
reagire con una marcia silenziosa ha significato affermare la propria libertà rispettando ciò che ogni giorno viene insegnato nell’oratorio, e anche quei ragazzini, abituati a vivere in famiglie dove la violenza è padrona, erano lì, segno che i lavoro, svolto dai religiosi e da tutti i collaboratori e volontari, ha prodotto i suoi frutti….
Vivetele prima certe esperienze e poi commentatele…….
Era lunedì 23 mattino quando il ragazzino è stato invitato a giocare dal prete e visto che era li in oratorio mi sembra un comportamento ovvio da parte del prete: se il bimbo non aveva voglia se ne poteva benissimo stare a casa a giocare con la play station… Ebbene il “toro incazzato”, che evidentemente dovrebbe essere chiamato lo “speedy gonzales dello scasso” per l’istintività delle sue azioni secondo voi cosa ha fatto? Ha pensato “subito” (si fa per dire) di andarsi a vendicare: e quando è andato? Appena dopo? NO! Allora lunedì sera? Nemmeno? E nemmeno martedì o mercoledì sera: è andato giovedì sera! Non so come dire: potremmo pure discutere sul “se il toro -speedy gonzales dello scasso- ha fatto il culo a tarallo ai preti” ma di sicuro ha fatto una GRANDE FIGURA ‘E MMERDA e non davanti a un paesino di trecento pie anime dal cuore di miele ma davanti a un intero quartiere di Napoli di circa 15.000 persone che, questa volta sì, non ci ha pensato nemmeno un momento per stringersi intorno ai loro sacerdoti!
E comunque il “toro incazzato” o “speedy gonzales dello scasso” che avrebbe fatto il “culo a tarallo” ai preti e che invece lui stesso si è reso conto di aver fatto “una grande figura ‘e mmerda”… proprio lui, con la coda fra le gambe, è andato a chiedere scusa ai preti, che l’avevano pure già pubblicamente perdonato… Non è banale che un soggetto del genere, noto alle forze dell’ordine, che entra e esce dal carcere, vada a chiedere scusa… O no? Altro che violenza risposta con violenza!
Per me fa schifo Alfredo! Chi generalizza sbaglia sempre… anzi, rischia di sbagliare due volte!