Archivio per mese: Luglio 2008

Oh Yeah!

roccosiffredi.jpg

[ * ]

stare sotto…

Un chien andalou.jpg
«Vuole mettermi sotto ’sto signorotto,
che si fa vanto del santo attaccato sul cruscotto,
non ha capito che sono disposto a stare sotto
solamente quando fotto. »
( CapaRezza, Vengo dalla Luna )

s’io fossi il padre…

bestiario04en4.jpg

La notte passata a gironzolare per portali, siti e forum cattolici: che stronzi di cane, che muffe maleodoranti, che topi di fogne. Al solo pensiero mi vien da vomitare. Tutti, con la leggiadria di un elefante, a parlare di Eluana Englaro senza rispetto, senza spendere un briciolo di decenza: ammassi di soliloqui sprezzanti e irriguardosi nei confronti di chi non accetta l’inutile sofferenza di quel corpo già troppo martoriato. Roba che s’io fossi il padre – il padre di Eluana, dico – li ammazzerei, schiacciandoli, uno a uno fino a non lasciarne vivo nessuno. Davvero. Altro che dichiarare: «Quello che dice il Vaticano vale per il Vaticano, ma per noi vale quello che diceva nostra figlia».

…essi fraternizzano

screaming_pope.jpg

«Ora, degli italiani piccolo-borghesi si sentono tranquilli davanti a ogni forma di scandalo, se questo scandalo ha dietro una qualsiasi forma di opinione pubblica o di potere; perché essi riconoscono subito, in tale scandalo, una possibilità di istituzionalizzazione, e, con questa possibilità, essi fraternizzano. »

Pier Paolo Pasolini

un’ombra di diffidenza…

portofino03_berlusconi-family-fuori-ristorante_lap.jpg

«Una delle prime e più nobili funzioni delle cose poco serie è quella di gettare un’ombra di diffidenza sulle cose troppo serie. »

Umberto Eco, Diario minimo

comunicazione di servizio…

blob.jpg

Sarò sincero: non è che ci ho capito molto. Capita spesso, a dire la verità. Ché ci sono delle cose che uno cerca di capire, si mette di buzzo buono, prova e riprova ma alla fine s’arrende. Ecco – lo dico con vergogna – alla fine mi sono arreso e ho cambiato l’indirizzo dei feed di feedburner ché quello di prima non mi s’aggiornava più. Perché? Boh?!? Non s’aggiornava. Punto. Quindi – e la faccio breve – diciamo che i feed di Diary sono stati rimessi a posto. Se v’interessa il nuovo link è questo qui. Aggiornate quello che dovete aggiornare, cliccate sui link in pagina, sull’iconcina che appare dopo l’indirizzo del blog sul vostro browser, insomma non lo so: fate quello che dovete fare – se lo volete fare – e spero che la cosa vi possa rendere felici.

…quanto coglione?

foto_sgreccia.gif

Intervista gustosa assai quella rilasciata a la Stampa dal presidente emerito della Pontificia Accademia della Vita, Monsignor Elio Sgreccia. Il pensiero del prelato va dapprima contro l’adozione di bambini da parte di single o coppie non regolarmente sposate per poi soffermarsi ad attaccare la proposta di adozioni alle coppie gay che – a detta di Sua Eminenza: «sono coppie non capaci di sviluppare complementarietà: il bambino è impossibilitato a confrontarsi con la figura materna e paterna perché entrambi i genitori adottivi sono dello stesso sesso. Così si crea un grave impedimento alla maturazione regolare del figlio. L’identificazione manca e la legge produce una stortura non solo per la religione ma per la ragione». Insomma, a volerla dire con sgarbo: il bimbo viene su coglione. Chiaramente non è chiaro quanto coglione ché «è troppo semplicistico – scriveva Umberto Veronesi – ritenere che un bambino, per crescere in modo equilibrato, abbia bisogno della presenza di un padre e di una madre di sesso diverso. Nessuna ricerca scientifica dimostra che essere figli di omosessuali è pericoloso per l’acquisizione della propria identità di genere». E allora il dubbio resta: quanto coglione? Coglione, non furbo: non della furbizia – tanto per non fare nomi – del Monsignore.

[...]

w.jpg

«Le cose più importanti sono le più difficili da dire. Sono quelle di cui ci si vergogna, poiché le parole le immiseriscono – le parole rimpiccioliscono cose che finché erano nella vostra testa sembravano sconfinate, e le riducono a non più che a grandezza naturale quando vengono portate fuori. Ma è più che questo, vero? Le cose più importanti giacciono troppo vicine al punto dov’è sepolto il vostro cuore segreto, come segnali lasciati per ritrovare un tesoro che i vostri nemici sarebbero felicissimi di portare via. E potreste fare rivelazioni che vi costano per poi scoprire che la gente vi guarda strano, senza capire affatto quello che avete detto, senza capire perché vi sembrava tanto importante da piangere quasi mentre lo dicevate. Questa è la cosa peggiore, secondo me. Quando il segreto rimane chiuso dentro non per mancanza di uno che lo racconti ma per mancanza di un orecchio che sappia ascoltare. »

Stephen King, L’autunno dell’innocenza

un fatto è un fatto…

leonardo-sciascia3.jpg

«Noi siamo quel che facciamo. Le intenzioni, specialmente se buone, e i rimorsi, specialmente se giusti, ognuno, dentro di sé, può giocarseli come vuole, fino alla disintegrazione, alla follia. Ma un fatto è un fatto: non ha contraddizioni, non ha ambiguità, non contiene il diverso e il contrario. »

Leonardo Sciascia, Candido

simboli…

Marilyn-Monroe.jpg

«… il maestrale, ha fatto fallire il progetto delle “Sentinelle del mattino”». Così sul Corriere.it si da la notizia della Chiesa gonfiabile ripiegata in tutta fretta: «una raffica di maestrale – leggo dall’articolo – ha staccato il picchetto in corrispondenza dell’abside: l’effetto è stato quello di un’enorme vela senza controllo». Pare, per farla breve, che di miracoli il vento ne faccia solo quando sfoglia il vangelo durante la celebrazione del funerale di qualche papa (“Il vento forte accresce l’effetto simbolico dell’inizio della cerimonia, con le bandiere distese, le pagine del libro sacro che vengono mosse come se una mano invisibile le voltasse una a una fino a richiudere la copertina rossa.” [ * ] ): se m’abbatte una chiesupola in PVC mi diventa subito «ospite indesiderato» ché in questo caso la cosa non ha alcun valore simbolico, né si trova un cronista che si azzardi a trovarcelo.