C’avrà pure la citrullina — e chi lo mette in dubbio. Ma come rimedio è poco pratico. Cara aspettami un attimo… lì distesa mi raccomando… non muoverti… vèngo subito. Corro in bagno… ché rischio di farmela addosso.
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C’avrà pure la citrullina — e chi lo mette in dubbio. Ma come rimedio è poco pratico. Cara aspettami un attimo… lì distesa mi raccomando… non muoverti… vèngo subito. Corro in bagno… ché rischio di farmela addosso.

L’arcivescovo di Salerno — lo leggo da la Repubblica del 26 giugno — ha detto: «Beati i perseguitati dalla giustizia. È loro il Regno dei cieli» che vorrebbe essere una citazione tratta dal Discorso della Montagna (Mt 5,10). “Vorrebbe”, dico, ché nel vangelo è chiaramente scritto: «Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli». La “beatitudine” — stando a quanto ci dice Matteo — non viene, insomma, da una giustizia che perseguita (con buona pace di quello che pensa Berlusconi), ma da una finalità di Giustizia (énechen c’è scritto nel testo greco) che porta a essere ingiustamente perseguitati. Libera interpretazione del testo, si dirà. Molto libera — ribatto io: siamo arrivati al punto che si rigirano i vangeli a cazzi loro. E che Cristo!
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