Archivio per mese: Agosto 2008

andare a messa a sberle…

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«Ho avuto una educazione cattolica repressiva dai miei genitori che mi costringevano ad andare a messa a sberle. Dell’Italia e di Ortona, dove sono cresciuto, ho sempre odiato quella cultura falsamente moralista per cui nella vita fai le peggiori porcate e poi ti lavi la coscienza in chiesa. »

Rocco Siffredi, Vanity Fair – 23 luglio 2008

sia concesso…

emorroide

L’articolo è apparso il 28 agosto su zenit.org . M’era sfuggito. Nel leggerlo, però, ho – credetemi, sono sincero – molta difficoltà a decidere il registro per un fugace commento. «Aveva già scritto il testamento biologico, ma – scrive nel suo pezzo Antonio Gaspari – appena ha scoperto di essere malata di cancro ha cambiato idea».
È, in sintesi, la storia di «Silvie Menard, francese, sposata con un italiano, oncologa, consulente del Centro di Oncologia sperimentale dell’Istituto Nazionale di Tumori di Milano e specializzata nello studio del cancro e dei nuovi farmaci per contrastarlo» che scopre di avere un tumore al midollo osseo. «Da allora la mia vita ha assunto un peso diverso – ha raccontato l’oncologa –. Da quando sono malata ho voglia di vivere ogni istante della mia vita, proprio perché mi accorgo che è unica». Basta! Ho deciso. Userò il registro dell’invettiva per commentare il pezzullo. Inizierei il commento, dunque, più o meno così: venisse un cancro in culo al Gaspari, piccolo, non letale, ma dolorosissimo: di quelli che si curano facilmente ma che lasciano il segno, costringendoti a cagare per il resto della vita in una bustina appiccicata sulla pancia. Esagero? Può darsi, ma credo che sia opportuno augurare un segno vivo nella carne a chi – non importa la ragione – fa della carne altrui una variabile di mera opportunità: stendardo da mostrare, ad ogni occasione, per perorare la personale causa.
Ah, quasi dimenticavo: tra busta e fasciatura elastica, sia concesso un piccolo santino di Padre Pio.

anfibio dal corpo tozzo privo di coda…

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Qui riprodotta La Rana Crocifissa di Martin Kippenberger (particolare) o, se preferite, La Rana Che Non Si Piegò Al Volere Del Pastore Tedesco.

[...]

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«Obama farà bene come Clinton. »

( Hillary Clinton, 27 agosto 2008 )

l’altra campana…

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«La suora bruciata viva? Le missioni attaccate dalla folla? Beh, noi hindu non c’entriamo un bel nulla, sono tutte bugie. I cristiani se lo sono fatto da solo, questo macello, in modo da poterci accusare liberamente. Si fidi di me, sono maestri in questo genere di cose. Sono dei truffatori assassini». [ * ]

uno scopo…

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«Chi non ha uno scopo non prova quasi mai diletto in nessuna operazione.»

(Giacomo Leopardi, Zibaldone – 268)

[ * ]

la colpa…

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«Continuavano a ripetere “money, money” mentre ci riempivano di botte in faccia, dappertutto, con quelle mazze. Ci picchiavano senza pietà. A mia moglie hanno rotto una mandibola, fatto saltare tutti i denti. Dio mio, io li supplicavo di prendere tutto quello che avevamo ma di lasciare stare me e lei. Di lasciarci andare. E invece si sono accaniti. Ancora botte. Poi mi hanno immobilizzato e hanno fatto violenza a lei…». Così il turista olandese aggredito, insieme a sua moglie, nella notte tra venerdì e sabato in un campo vicino Ponte Galeria, nella periferia est di Roma.
Il sindaco Alemanno ha bollato la triste storia come “una grave imprudenza” ché – ha avuto il coraggio di dichiarare – è impensabile tentare di gestire la sicurezza «in un posto abbandonato da dio e dagli uomini». Purtuttavia, non mi sembra davvero il caso – al di là dell’infelice dichiarazione, dico – di stare qui a criticare il primo cittadino romano. Troppo facile. È vero che è stato eletto a sindaco di Roma con la promessa che alla sicurezza ci pensava lui però, suvvia, è fuori luogo (oltre che inutile e di cattivo gusto) mettersi ad infierire con accuse speciose e strumentali ché il tipo, si vede, è dispiaciuto assai – oltre che imbarazzato – dell’accaduto. I due turisti olandesi, poi, sono due ferventi cattolici – così dicono le cronache – dunque fiduciosi nel prossimo loro per indole e per convincimento, sicché, poverini, mai avrebbero pensato di trovare sulla loro strada tanta gratuita barbarie; anche loro, quindi, sono assolutamente senza colpa: hanno preso l’accaduto come volontà del Signore («Il dolore di questa tragedia – dice la donna – lo voglio vivere tutto. Sopporterò questa croce che il Cielo ha voluto per me» ). Gli assalitori, due pastori di nazionalità rumena, hanno dalla loro un’attenuante di ferro (al di là di quello che dice il Giornale: «con i romeni dobbiamo prendercela, non con gli olandesi» ) ché è risaputo: sono delinquenti per natura, c’è poco da fare: è l’etnia che li fotte. Insomma – e qui la faccio breve – è inutile stare qui a girarci intorno menando, come si diceva un tempo, il can per l’aia, diciamolo chiaramente: la colpa è dell’esercito. Mai che si trovi un parà in mimetica col suo bel mitra spianato quando ti serve. Mai.

nulla d’originale …

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«Fondamentalisti indù – cito da Repubblica – hanno bruciato vivi due cristiani [...]. La suora laica cristiana bruciata viva aiutava nella cura dell’istituto ». Tutto questo accadeva ieri nell’est dell’India dove – a quanto pare – i cristiani non vengono visti di buon occhio. Al di là di ogni scontato giudizio morale sulla triste vicenda – ché il solo pensare di cucinarsi due cristiani è cosa disgustosa, voglio dire – volevo solo segnalare, a margine, che la tecnica usata dai fondamentalisti indù è drammaticamente simile – ironia della sorte! – a quella usata un po’ di tempo fa dalla Santa Inquisizione. Nulla d’originale, insomma.

[...]

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« Un parroco argentino è stato stato sanzionato dal Vaticano per aver pubblicamente messo in dubbio alcuni elementi fondamentali della fede cattolica, fra cui l’esistenza di Adamo ed Eva» . [ * ]

lettore…

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Lettore, c’ho un po’ di chilometri da macinare, ci risentiamo.