“quando il cervello non funziona più”…

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«[L]‘idea che la persona umana cessi di esistere quando il cervello non funziona più, mentre il suo organismo – grazie alla respirazione artificiale – è mantenuto in vita, comporta una identificazione della persona con le sole attività cerebrali, e questo entra in contraddizione con il concetto di persona secondo la dottrina cattolica, e quindi con le direttive della Chiesa nei confronti dei casi di coma persistente» (da “l’Osservatore Romano” – 3 settembre 2008). Insomma – e qui, davvero, c’è poco da scherzare – tra un po’ pretenderanno che il parametro biomedico per certificare la morte sia il tanfo della putrefazione che, si sa, è profumo per le loro narici sopraffini: ne vanno pazzi.

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Un commento

  1. Pubblicato 11 Settembre 2008 alle 16:21 | Permalink

    E direi che questa ci sta tutta.
    Non capisco per qualre ragione, quando si costituiscono commissioni di bioetica, invitino sempre qualche ecclesiastico cattolico. E perché no un valdese? O magari un idraulico?

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