
«Non giudicate, per non essere giudicati; perché col giudizio con cui giudicate sarete giudicati, e con la misura con la quale misurate sarete misurati». Così è scritto in Matteo (cfr. Mt 7,1) e così – stando a quello che riportano i giornali – ripete il vescovo di Chioggia, monsignor Angelo Daniel, a tutti quelli che pretenderebbero da lui non dico una punizione esemplare, ma almeno una lavata di testa a quel pretuzzo della sua diocesi trovato a fottersi una sua pecorella. La dinamica è robetta trita e ritrita, nulla di originale, la solita pochade: “lui” rientra a casa prima del previsto e trova “lei” a letto con “un altro”. L’altro è un prete. Cosa fa il marito cornuto? Ammazza il prete? Ammazza la moglie? Entrambi? Nulla di tutto questo. Certo – penso io – avrà gridato come un pazzo, una “puttana”, ne son certo, gli sarà scappata di sicuro… ma poi, da buon cristiano, sarà corso inferocito dal vescovo per cantargliele quattro a quel bastardello in sottana nera. A casa sua… nel suo letto… con sua moglie. Bastardo d’un pretozzo!
Sua Eccellenza – così dicono i giornali – pare però abbia storto il miusetto ché – sono sue parole – «il sacerdote è stato spinto a mancare». Insomma quel sant’uomo del vescovo gli fa pure la ramanzina (cornuto e mazziato… mo’ ci vuole) ché nella lamentela del cornuto è implicito un giudizio – che, manco a dirlo, è un giudizio ingiusto – nei confronti del prete: sua moglie è responsabile del peccato, sua moglie ha tentato il preticello. «Non giudicate, per non essere giudicati» va ripetendo stizzito Sua Eccellenza che non ammette, in nessun modo, che s’emettano giudizi. Lui stesso – Sua Eccellenza Illustrissima , dico –, tanto per fare un esempio, avrebbe potuto dare del “cornuto” al marito tradito, ma non l’ha fatto. Il giudizio sulla di lui moglie non è, a quanto pare, un giudizio, ma la constatazione che tutti possono sbagliare e la donna, certamente, lo ha fatto.
Colla coda tra le gambe il fedele cornuto sarà tornato a casa, in silenzio. Avrà atteso, solitario, che i due amanti consumassero la loro sfrenata passione e poi, nell’aprire l’uscio al focoso confessore, prima di salutarlo e invitarlo nuovamente in quella casa, gli avrà chiesto scusa per esser rincasato troppo presto.











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