Archivio per mese: Ottobre 2008

Wo-wo-wi-wuo-wa!

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«Andate tutti in vacanza in Kazakistan. Lì c’è un signore che è mio amico, non a caso ha il 91% dei voti e ha fatto cose straordinarie. Lì ho visitato una diga a forma di fiore da cui mettendo una mano sul pulsante si illumina una città. Ovviamente ho pensato di fare lo stesso in Sardegna… ».

Silvio Berlusconi, 29 ottobre 2008

favorire le scuole private

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«Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora il partito dominante segue un’altra strada. Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. [...] Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. »

Piero Calamandrei

Gianni.

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«Farò in modo che la tv pubblica e quella privata non siano ansiogene. La tv pubblica non può essere il punto principale di pessimismo. »

Silvio Berlusconi, 29 ottobre 2008

difficile situazione finanziaria…

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Ovviamente il licenziamento di Corinne Diserens non ha nulla a che vedere con la storiella della rana crocifissa e dell’intervento di Ratzinger. Figuriamoci. Si tratta di una decisione – cito dal comunicato della Fondazione del museo di arte moderna e contemporanea – legata alla «difficile situazione finanziaria determinata dalle ingenti spese impegnate senza l’autorizzazione degli organi collegiali e senza la necessaria copertura finanziaria». Nessuna pressione Vaticana, quindi. Assolutamente. Possiamo esserne certi. Così come siamo certi che in un solo anno di gestione la Diserens sia riuscita a farsi responsabile di un dissesto finanziario stimato in 500 mila euro. Al confronto, Bassolino ci fa la figura del pischèllo.

eppure

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«Mi domando che cosa c’entrino i vecchi coi tempi moderni. Eppure vengono i giovani da noi per risolvere i loro problemi, anche se noi non abbiamo risolto niente. »

Alda Merini, Antenate bestie da manicomio

traiettorie di carriera

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A leggere certe cose – cose che capitano solo da queste parti – uno capisce, davvero, quanti e quali madornali errori si sono commessi durante tutta la propria esistenza. Errori gravissimi che, inevitabilmente, hanno compromesso la carriera e, soprattutto, la qualità della vita.
Io, ad esempio, con la mia laurea, m’intestardivo a far concorsi ad ingegneria mentre avrei dovuto – magari subito dopo le superiori – farmi spremere, con un prestito, da una di quelle società che operano al limite dello strozzinaggio legalizzato per iscrivermi al CEPU e prendere, in tre mesi, una laurea in Lettere. Per andarmene a fare il medico. Ginecologo, ovviamente.

diritto allo studio

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«Kefiah e teste rasate. Stelle rosse e magliette nere». Così, – stando a quanto riportato da la Repubblica – ieri a Roma il corteo contro la Gelmini.
Anche i giovani di destra contro il governo? E certo. Mica c’è da sorprendersi più di tanto. Ché se li si costringe a non studiare questi rischiano di restare fascisti.

Un giorno a Roma, va’

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il tempo…

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Non solo le cose ma pure i ricordi. Tutto. Il tempo distrugge tutto. Quello che amiamo e – ma qui, davvero, andrebbe riconosciutogli il merito – anche tutto quello e tutti quelli che detestiamo e che ci detestano. Persino la sofferenza e la morte nulla possono di fronte al tempo che, nel distruggere noi stessi, riesce ad annullare l’origine di tutti i nostri lutti e di tutte le nostre ambasce quotidiane.

emerito…

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Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri. Le forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano ”.

Francesco Cossiga, via wittgenstein.it

Mi sia concessa una chiosa a mo’ di commento: il tipo è davvero un emerito.