
Avete visto per caso, un po’ di giorni fa, il serioso Giulietto Chiesa ballonzolare, spensieratamente, insieme ad altre persone, sul palcoscenico del “Maurizio Costanzo Show”? Roba da fare venire i brividi. Altro che le torte in faccia di Schifani e Di Pietro al bagaglino. Ma non è di questo che vorrei qui parlare. È che, nel ricordare questa ridicola performance, m’è partito il link con una notizia che, distrattamente, m’era capitata sotto gli occhi su Il Corriere un paio di giorni fa. Sì, è il balletto che mi ha fatto il link.
Di che si tratta? Di Radio Teheran. Scrive Maria Antonietta Calabrò: «Una volta c’ era Radio Praga. Adesso c’ è Radio Teheran. Cioè una radio che trasmette tutti i giorni in lingua italiana. [...] Le trasmissioni sono tutte impostate, seguendo i leitmotiv della strategia informativa del regime: negazionismo sull’ Olocausto, propaganda anti-Israele e anti-Usa». Bene direte voi, e beh? C’è che tra gli illuminati speaker italiani della radio di Ahmadinejad figura, nientepopodimeno che, anche Giulietto Chiesa «corrispondente – cito sempre dall’articolo – dell’ Unità da Mosca già dai tempi dell’ ex Urss e parlamentare europeo». Pare, insomma, che il cipiglioso Giulietto nazionale si diletti ad invadere l’etere di Teheran parlando, in particolare, delle sanzioni. È contento? Macché. Lui vorrebbe dire qualche cosa sull’11 settembre (ché lui c’ha scritto un libro su quelle cose lì ) ma nulla da fare: non gliele fanno dire. Vuoi vedere che pure Ahmadinejad trova la ricostruzione del Giulietto nostro un tantino ridicola? Può essere. Intanto, per ora, solo in Italia gli hanno dato la possibilità, in TV, di propagandare le sue assurde elucubrazioni. Tra un balletto e l’altro. E non saprei quale tra le due cose è la più ridicola. Ovviamente.











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